Cos’è e perché è saltata la proposta sull’agricoltura biodinamica: il ruolo di Mattarella

Per comprendere cosa sia successo in Parlamento nelle ultime ore, perché cioé sia saltata la proposta di legge che equipara l’agricoltura biodinamica a quella biologica, bisogna riportare indietro le lancette dell’orologio fino allo scorso novembre.

Il premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi, sta tenendo a La Sapienza una lectio magistralis, e non fa mistero di nutrire grande preoccupazione per quella che un’altra scienziata di livello, la senatrice a vita Elena Cattaneo, ha bollato il 20 maggio scorso in Aula come “truffa scientifica“, “stregoneria“, “esoterismo“.

Il presidente Mattarella fa sue quelle titubanze – per usare un eufemismo – e garantisce: “Vorrei rassicurarla, professore, sull’agricoltura biodinamica di cui ha parlato. E’ una questione che sta in Parlamento e io, notoriamente, non posso pronunciarmi. Ma posso ben dire che, perché diventi legge, vi sono alcuni altri passaggi, anche parlamentari anzitutto, che rendono lontana questa ipotesi“.

Passano le settimane, Mattarella esercita una discreta ma ferma opera di moral suasion com’è nelle sue prerogative, e la svolta arriva: l’agricoltura biodinamica esce dalla proposta di legge sulla tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico. L’Assemblea di Montecitorio ha infatti approvato alla quasi unanimità due emendamenti abrogativi identici presentati da Riccardo Magi di +Europa, secondo cui “equ…

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