Governo ko, ira di Draghi: strigliata ai partiti, “Siate seri”. E loro: “Cambi metodo”

Sembrava un episodio minore, un fatto di bagarre parlamentare, come a migliaia ce ne sono stati nella storia dei tanti governi alternatisi nella storia della Repubblica e chissà quanti ce ne saranno in futuro. Ma questo esecutivo è nato e cresciuto nel segno di uno stato d’eccezione ed è guidato da una personalità eccezionale, non bisogna mai dimenticarlo. Così deve sorprendere solo fino ad un certo punto l’irritazione provata da Mario Draghi nei confronti dei partiti, e fatta trapelare in queste ore da Palazzo Chigi, per quanto accaduto nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali alla Camera

La ricostruzione

Prima i fatti, poi la sfuriata. Il contesto è quello dell’esame delle modifiche al dl Milleproroghe. I lavori proseguono per tutta la (scorsa) notte sul filo della tensione, riportando scontri anche all’interno della stessa maggioranza e in più di un caso tra le stesse relatrici del decreto, la leghista Simona Bordonali e la pentastellata Daniela Torto. Contro il parere del governo è passato il dietrofront sul tetto al contante (Lega e Forza Italia hanno votato insieme a Fratelli d’Italia per riportarlo per un anno a 2000 euro e non a 1000 come previsto dalla maggioranza di governo). Esecutivo battuto anche sull’ex Ilva: la norma originaria modificava la destinazione di parte dei fondi Riva, famiglia ex proprietaria dell’impianto siderurgico, mettendoli a disposizione di Acciaierie d’Italia per la decarbonizzazione. Dopo il ko del governo invece i fondi tornano ad essere destinati alla bonifica delle aree inquinate.

Le altre due battute d’arresto sono arrivate sulle graduatorie per l’Istruzione (il governo aveva dato l’ok ad una riformulazione, che però è stata bocciata dalle commissioni) e sulla sperimentazione animale, che potrà andare avanti in Italia fino al 1° luglio 2025, diversamente da quanto previsto dal testo originale che prevedeva di prolungare la norma di soli sei mesi.

L’irritazione di Draghi: “Bisogna essere seri”

Rientrato da Bruxelles, dopo aver partecipato ad una riunione informale dei Membri del Consiglio Europeo avente come oggetto la crisi russo-ucraina, Draghi si è precipitato al Quirinale. Le veline in questi minuti parlano di un confronto fra il premier e Mattarella che ha avuto come oggetto proprio quanto accaduto nella notte in commissione. Da quanto risulta a questo blog, però, i due hanno sì discusso dell’accaduto, ma gran parte della conversazione ha riguardato gli ultimi sviluppi della crisi tra Mosca e Kiev. Non bisogna infatti dimenticare che il presidente della Repubblica è anche il capo delle Forze Armate.

Finito l’incontro al Colle, Draghi ha convocato i capi-delegazione dei partiti di maggioranza. Qui i ministri Patuanelli, Giorgetti, Gelmini, Orlando, Bonetti e Speranza sono stati destinatari di una sonora striglia…

2 commenti su “Governo ko, ira di Draghi: strigliata ai partiti, “Siate seri”. E loro: “Cambi metodo”

  1. Draghi non può certo mettere a repentaglio la sua reputazione agli occhi dell’Europa e del mondo. Se gli viene impedito di mantenere gli impegni presi è giusto che lasci i partiti a litigare tra di loro come galli di Renzo. Vedremo se gli Italiani hanno capito bene come stanno le cose o, viceversa, se spostano il loro voto dai grullini alla patriota de noantri spostando il paese dalla padella alle braci.

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