Gualtieri mercifica Expo 2030: presidenza a Virginia Raggi per accontentare il M5s

Un baratto politico sulla pelle di Roma.

Difficile trovare un’altra definizione per spiegare la mossa del sindaco Gualtieri, impegnato in queste ore in un frenetico lavoro ai fianchi della sua stessa maggioranza, per convincerla a votare Virginia Raggi presidente della commissione speciale costituita per guidare il percorso della candidatura della Capitale a ospitare Expo 2030.

Cosa c’è in gioco

Quella di Gualtieri è la mercificazione di un progetto che può generare 45-50 miliardi di euro per Roma, uno dei dossier cruciali per il rilancio di una città disastrata, rispetto al quale Virginia Raggi ha fornito ampia prova di inadeguatezza. Curioso insomma che a sfidare avversari temibili per l’aggiudicazione dell’Esposizione universale – da Mosca a Riyad, da Busan in Sud Corea ad Odessa (crisi Ucraina permettendo) – sia la sindaca che passerà alla storia per aver sabotato “il” grande evento per eccellenza: le Olimpiadi di Roma nel 2024.

La commissione, la cui guida è stata affidata da Gualtieri alle opposizioni (lo spirito del gesto è fondamentalmente corretto, ma poi in politica esiste la sostanza) sarà composta da 12 consiglieri, sette di maggioranza e cinque di minoranza, e avrà il compito di: sottoporre all’Assemblea capitolina la formulazione di indirizzi e orientamenti in merito alle opere da proporre; favorire il processo partecipativo di cittadini e associazioni; monitorare lo stato di avanzamento delle attività e degli adempimenti connessi alla candidatura di Roma.

Tradotto: la commissione rappresenterà il Comune e affiancherà il comitato presieduto dall’ambasciatore Giampiero Massolo.

Perché Gualtieri sta offrendo la presidenza a Raggi

La voce di questi minuti vuole Gualtieri in forte pressing sulla sua maggioranza – in suoi molti elementi scettica al riguardo – affinché la presidenza Raggi venga votata nel Consiglio comunale di venerdì. La mossa è tanto chiara quanto inaccettabile: votare un esponente di punta del Movimento 5 Stelle a Roma – per usare un eufemismo – per assicurarsi il favore dei grillini in vista dei prossimi snodi cruciali per l’amministrazione.

Qualche domanda:

  • Bene l’apertura alle opposizioni (Expo 2030 sarebbe di tutti): ma è appropriato che a presiederla sia una figura tanto divisiva come un ex sindaco?
  • È normale che i romani, dopo aver relegato la sindaca uscente al quarto posto alle ultime elezioni (risultato senza precedenti) se la ritrovino a capo della comissione che curerà uno dei progetti decisivi per il rilancio della loro città?
  • Il Roberto Gualtieri che dice ai suoi di votare Raggi è lo stesso che pochi giorni fa diceva di aver ereditato una macchina amministrativa “ferma” e “sui binari sbagliati“?

Chiudiamo con una battuta, ma nemmeno poi tanto. Roma sfiorò l’Esposizione universale nel 1942: la Seconda Guerra Mondiale fece saltare l’appuntamento per il quale era nato un apposito quartiere, l’Eur. La sensazione è che la presidenza Raggi possa rappresentare uno shock altrettanto deleterio per le possibilità della Capitale di vincere la partita Expo 2020.

 

2 commenti su “Gualtieri mercifica Expo 2030: presidenza a Virginia Raggi per accontentare il M5s

  1. Condivido ogni parola di quanto scritto da Dario D’Angelo. Il sindaco Gualtieri sin dalla sua elezione ha interpretato il suo ruolo politico con modalità criticabili ed inaccettabili, dimostrando, ove ancora ce ne fosse bisogno, lo spregio per le promesse espresse in campagna elettorale. Nella gestione amministrativa della Capitale prevalgono, come da troppo tempo accade, gli interessi di parte e personali per mantenere o rafforzare posizioni di prestigio e di potere.
    L’ex sindaca sta cercando, con furbizia e lungimiranza, di percorrere una via che le assicurerebbe la sopravvivenza politica, dopo un lungo intervallo di anni, in un periodo storico in cui i 5S ed il grillismo saranno solo il polveroso ricordo di un’inconcludente parentesi politica.

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