Biden e la svolta del Baltico: il segnale a Putin e all’Europa. “Pronti i soldati di Vicenza”

A che punto è la guerra? L’invasione dell’Ucraina è – de facto – iniziata con l’arrivo dei militari russi in Donbass. E la dichiarazione di guerra di Vladimir Putin? Il leader del Cremlino non è tipo da dire “armiamoci e partite“, ma quando dichiara che la Russia riconosce l’indipendenza delle Repubbliche separatiste così come scritta nella Costituzione di entrambe, ovvero per ciò che concerne l’intera regione di Donetsk e Luhansk (parte della quale è ancora sotto controllo ucraino) sta dicendo esattamente questo: se non venite incontro alle nostre richieste siamo pronti a fare la guerra – quella vera – anche subito.

La risposta americana: a cosa servono le prime sanzioni 

Questa sera il presidente Joe Biden ha annunciato una prima tranche di sanzioni contro la Russia, spiegando che andranno a colpire il suo debito pubblico, due tra i principali istituti finanziari del paese e alcune famiglie che appartengono alla classe dirigente russa. “Significa che abbiamo tagliato il governo russo fuori dalla finanza occidentale” ha riassunto Biden. “Non potrà più ottenere soldi dall’Occidente né finanziare nuovo debito sui nostri mercati finanziari o su quelli europei“. Si tratta di una mossa decisiva? No, è un primo passo per cercare di (ri)portare Putin al tavolo delle trattative, ma è altamente probabile che non basterà. In termini di “costi” della guerra, il fatto del giorno è la sospensione del gasdotto Nord Stream 2 annunciata dal cancelliere tedesco Scholz: questa sì che è stata una doccia gelata per Mosca.

Biden e la svolta del Baltico

L’altra notizia della serata è quella che ha visto Biden annunciare “ulteriori movimenti di forze e attrezzature statunitensi già di stanza in Europa per rafforzare i nostri alleati baltici: Estonia, Lettonia e Lituania“. La NATO vuole attaccare la Russia? No, Biden sul punto è stato chiaro: “Queste sono mosse totalmente difensive da parte nostra“.

La Casa Bianca sta lanciando un segnale all’Europa e agli Alleati: l’America c’è, non è in ritirata. Per questo si dà seguito alla promessa di difendere “ogni centimetro del territorio NATO“.

L’obiettivo è quello di congelare la situazione, portare Putin a non fare mosse azzardate. Di questa missione dovrebbero fare parte anche soldati USA “italiani”.

Le indiscrezioni parlando di una task force di battaglioni di fanteria composta da circa 800 soldati pronti ad essere spostati dall’Italia al Baltico. Rumours da confermare segnalano che gli interessati potrebbero essere i soldati della 173esima aviotrasportata di stanza a Vicenza. Si tratta di un’unità di paracadutisti avente base presso la Caserma Ederle del centro veneto: una storia di impegno nel Vietnam e in tutte le grandi operazioni USA.

Nel 2014, con l’annessione della Crimea, il Pentagono dispiegò 600 soldati di stanza nelle basi vicentine di Ederle e Del Din in Estonia per avviare esercitazioni congiunte con i commilitoni locali. A Washington si sta decidendo di ricalcare un copione conosciuto, ma la guerra, si sa, è il regno dell’ignoto…

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