FLASH! Inizia l’assedio di Kiev: perché oggi è “il giorno più difficile”

Forze nemiche di sabotaggio sono entrate a Kiev, ma io resto qui“. Sono queste le parole pronunciate poche ore fa da Volodymyr Zelensky, l’ex comico chiamato a guidare l’Ucraina nella sua pagina più tragica. Da allora la situazione si è evoluta ulteriormente, portando il consigliere del ministero dell’Interno ucraino Anton Gerashenko ad affermare che “il giorno più difficile sarà oggi“. Il piano dei russi sarebbe infatti quello di sfondare con i carri armati da Ivankiv e Chernihiv, aprendosi la strada per Kiev.

L’esercito ucraino ce la sta mettendo tutta per complicare i piani di uno dei migliori eserciti del mondo. La battaglia di Hostomel, la guerra nei cieli alle porte di Kiev, sono tutte dimostrazioni di coraggio non scontate. Basta ricordare cos’è accaduto in Afghanistan qualche mese fa, dove anni di addestramento delle truppe locali non hanno impedito ai Talebani di prendere il controllo del Paese nello spazio di pochi giorni.

Gli ucraini invece vogliono combattere per la propria terra: migliaia di fucili sono stati distribuiti ai privati cittadini per rendere un inferno l’eventuale occupazione russa della capitale. C’è soltanto un problema: l’Ucraina è sola. Lo ha chiarito lo stesso Zelensky: “Stanotte sono cominciati i bombardamenti sulla citta’ di Kiev, non succedeva dal 1941. Se siete per la pace, lottate per noi contro la guerra“. Il suo è un appello che non verrà raccolto: significherebbe dare inizio ad un conflitto mondiale.

L’assedio di Kiev: il piano dei russi, perché oggi è “il giorno più difficile”

Fonti del controspionaggio ucraino citate dal Kyiv Independent svelano che il piano operativo di Mosca prevede che fino a 2000 forze speciali prendano il controllo di uno dei due aeroporti di Kiev. La mossa coinvolgerebbe veicoli corazzati leggeri e truppe aviotrasportate. A supervisionare l’operazione di atterraggio dovrebbero essere aerei A-50 partiti dalla Bielorussia e dalla Russia.

A seminare il panico potrebbero essere poi i gruppi di sabotaggio già entrati in Ucraina. In che modo? Lasciando gran parte della Capitale senza linee elettriche e comunicazioni per provocare il panico tra la popolazione. Le stesse fonti parlano di gruppi di provocatori pronti ad organizzare incendi dolosi e saccheggi, ottenendo anche il risultato di concentrare l’attenzione delle forze dell’ordine sulla stabilizzazione della situazione di pubblica sicurezza, anziché sulla ricerca di sabotatori e spie.

Il piano sembra essere ben articolato: si prevede un’intensificazione al fronte, con possibili provocazioni lungo l’intero confine con l’Ucraina, che costringeranno la leadership politico-militare a spostare la maggior parte delle truppe pronte al combattimento sulla linea di difesa, lasciando un residuo numero di soldati a Kiev.

Una manovra del genere causerebbe il panico, portando alla creazione di “colonne di rifugiati i…

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