Salvini: “No armi all’Ucraina”. Calenda: “Gli diamo felpe?”. E il Capitano riapre a Meloni…

Proporrò ai ministri di usare la European Peace Facility per due misure di aiuto d’emergenza, che mirano a finanziare la fornitura di materiale letale all’eroico esercito ucraino, che combatte opponendo una dura resistenza agli invasori russi, e a fornire merci non letali di cui c’è urgente bisogno, come il carburante“.

Sono le parole dell’Alto Rappresentante Ue, Josep Borrell, a dare il via alla polemicuccia del giorno in salsa italica. Matteo Salvini, intervenendo dall’Annunziata inaugura il mood che sarà il suo per l’intera giornata, quello di allineamento a Papa Francesco: “Sono un tifoso dell’introduzione del servizio militare ma all’Europa non chiedo di distribuire armi ma di perseguire la via del Santo Padre: confronto, dialogo diplomazia, sanzioni e non armi letali“, dice il leader del Carroccio.

A rispondergli polemicamente è Carlo Calenda: “No alle armi letali“, twitta citando Salvini, “cosa dobbiamo inviare secondo Salvini, delle fionde? Dei fucili a coriandoli? Delle felpe?“. E ancora: “Già sono insopportabili i distinguo e le furbizie su COVID o politica economica. Ma su politica estera e di difesa in tempo di guerra sono inaccettabili. Se Salvini non riesce a staccarsi da Putin se ne vada all’opposizione. E si assuma per una volta le sue responsabilità“.

Tenete a mente la parola opposizione, perché al riguardo “c’è una grossa novità”, come direbbe Lucio Dalla. Prima, però, la chiusura della polemica, con Salvini che risponde attraverso una nota: “La Lega vuole la pace, lavora per la pace, prega per la pace. Che tristezza le polemiche politiche di qualcuno, pochi per fortuna, anche di fronte a guerra e morte. Piena fiducia in Draghi e nel governo per fermare, con ogni intervento e aiuto necessario, l’aggressione russa, le bombe e il sangue. Ucraina e Russia parlano di dialogo e incontri diplomatici, questa è la via“.

Salvini riapre a Meloni: il messaggio Whatsapp delle fonti della Lega

Ecco, ora ricordate l’opposizione? Bene, fonti della Lega, dopo qualche ora, informano su WhatsApp che il Carroccio “auspica una risoluzione sull’Ucraina in cui possa riconoscersi convintamente tutto il Parlamento e non solo la maggioranza, fermo restando l’obiettivo di bloccare le violenze così come indicato dal Santo Padre che non parla di armi ma di pace“. Insomma, Salvini rifila sì un’altra stoccata a Calenda col riferimento al Papa e alla pace, ma il dato politico è un altro: la (ri)apertura a Giorgia Meloni.

Sotto il frastuono delle bombe in Ucraina, i sovranisti nostrani avranno mica ricominciato a parlarsi?

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