Kiev, convoglio militare russo lungo oltre 60 km: perché è un segnale inquietante per l’Ucraina

Drammatiche immagini satellitari rilasciate da Maxar Technologies hanno mostrato un enorme convoglio di veicoli militari russi dipanarsi lungo le strade a nord-ovest di Kiev per circa 64 km. Una colonna impressionante, formata da centinaia e centinaia fra carri armati, artiglieria rimorchiata, veicoli corazzati e logistici, provenienti con ogni probabilità dalla Bielorussia, a confermare la complicità di Minsk nell’operazione del Cremlino, dal momento che ogni strada a nord-ovest della capitale termina proprio nel Paese retto dal dittatore Lukashenko.

New satellite images show over 40-mile-long Russian military convoy - CNN  Video

Cosa ci dice questo convoglio: 3 segnali inquietante per l’Ucraina

Le proporzioni del convoglio militare russo ci dicono, primo segnale (apparentemente scontato, ma soltanto grazie alle informazioni di intelligence raccolte nelle ultime settimane), dell’impressionante potenza militare ammassata dal Cremlino in fase di preparazione all’attacco. Il secondo segnale è quello accennato poche righe fa: questa colonna di mezzi è la pistola fumante della complicità bielorussa, senza il permesso della quale non sarebbe mai stato possibile concentrare una tale forza militare. Ma è il terzo segnale quello più preoccupante per l’Ucraina.

Se infatti in un primo momento, tra le varie ipotesi allo studio, quella ritenuta maggiormente credibile dai vertici militari occidentali era quella che Putin potesse compiere un’incursione su scala limitata, magari per dimostrare di essere in grado di prendere Kiev alla bisogna, per poi rientrare in Russia ed iniziare a trattare, al contrario la presenza di un convoglio di queste proporzioni suggerisce che Mosca ha intenzione di occupare per restare, e a lungo. Se l’ipotesi fosse confermata, si tratterebbe dell’ennesima colpo ad effetto di Vladimir Putin ,di uno schiaffo inferto agli strateghi occidentali, che per mesi hanno considerato controproducente per la Russia – peraltro con argomenti ragionevoli – una permanenza prolungata in Ucraina, anche e soprattutto in ragione di una popolazione ostile di milioni di abitanti.

E se Putin sfidasse l’Occidente anche su questo tipo di scenario?

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