FLASH! Cosa si sono detti Bennett e Putin: ora il premier israeliano vola da Scholz

Sabato movimentato per Naftali Bennett. Da Gerusalemme a Mosca in un viaggio rimasto segreto fino all’ultimo. Poi, dopo un incontro di due ore e mezza con Vladimir Putin, nuovamente in volo, stavolta direzione Berlino. Questo l’iter di una giornata di contatti diplomatici ai massimi livelli per il premier israeliano, deciso a giocare un ruolo da attore protagonista nella partita che, si spera, dovrà portare alla pace in Ucraina.

In Germania, Bennett nelle prossime ore incontrerà il cancelliere Olaf Scholz, ragguagliandolo sull’incontro con Vladimir Putin. Sarà Berlino, dunque, a fare le veci d’Europa, precedentemente informata del viaggio tramite lo stesso Scholz ed Emmanuel Macron. Non prima che la stessa Casa Bianca desse il proprio via libera alla missione di Bennett a Mosca, a conferma del doppio filo che lega Washington e Gerusalemme.

Ma cosa si sono detti Vladimir Putin e Naftali Bennett, alla presenza di una sola persona al chiuso del Cremlino?

Prime indiscrezioni sul contenuto dei colloqui sostengono che Bennett abbia espresso preoccupazione, oltre che per la guerra nel suo insieme, anche per la situazione dei cittadini israeliani e delle comunità ebraiche presenti in Ucraina.

I due avrebbero poi affrontato il tema del nucleare iraniano, con Israele a ribadire la sua opposizione ad un ritorno all’accordo del 2015. Accordo anche sulla prosecuzione del meccanismo di deconflitto che vede coordinarsi i due Paesi prima degli attacchi aerei israeliani su obiettivi iraniani in Siria, dove l’esercito russo è la forza dominante.

Altro elemento importante: Putin avrebbe chiesto a Bennett di non vendere armi all’Ucraina. Non è dato conoscere, al momento, la replica dell’israeliano che, in ogni caso, dopo l’incontro al Cremlino, avrebbe parlato al telefono col presidente ucraino Zelensky per metterlo a conoscenza del contenuto dei colloqui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.