FLASH! Perché il cessate il fuoco a Mariupol e Volnovakha non è una “buona” notizia come sembra

A Mariupol e Volnovakha i corridoi umanitari sono pronti per l’apertura, sono state formate colonne di persone che devono essere evacuate. Le parti hanno temporaneamente cessate il fuoco nell’area dei corridoi“. Con questo tweet il consigliere della presidenza ucraina, Mikhail Podolyak, annuncia l’inizio di una tregua temporanea che il ministero della Difesa russo conferma, aggiungendo che “i corridoi umanitari e le vie di uscita sono stati concordati con la parte ucraina“. Traduzione: la rotta da seguire è stata attentamente vagliata, guai a fare deviazioni, chi cerca scorciatoie o percorsi alternative finisce male, si spara a vista.

BNO News on Twitter: "Ukraine announces humanitarian corridor from Mariupol  to Zaporozhye during ceasefire. "It is strictly forbidden to deviate from  the route," officials warn https://t.co/byV4cWwb0I" / Twitter

Siamo di fronte ad una buona notizia? Non proprio. Intendiamoci: la decisione di imporre un cessate il fuoco risparmierà migliaia di vite innocenti. Consentire ai civili di lasciare un teatro di guerra è sempre positivo: è un atto di “umanità” laddove domina la morte.

Ma il manuale di guerra suggerisce altro: queste manovre sono l’indice di un innalzamento del livello dello scontro. Quando donne, bambini, anziani, vengono mandati via significa soltanto una cosa: la guerra diventa senza quartiere. Mariupol e Volnovakha ora sono città fantasma, c’è da sperare siano ancora città, dopo.

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