Putin vuole umiliare l’Ucraina: le condizioni inaccettabili del Cremlino per fermare subito la guerra

La guerra in Ucraina è un destino ineluttabile? Teoricamente no. Kiev può accettare le condizioni del Cremlino. Sì, perché oggi il portavoce di Vladimir Putin, Dmitrij Peskov, ha detto che la Russia è pronta a fermare immediatamente la guerra. Peccato soltanto che le condizioni del Cremlino siano per l’Ucraina inaccettabili.

Putin chiede anzitutto che l’Ucraina cessi la propria azione militare (che, bisogna ricordarlo: è un’azione di natura difensiva). Kiev dovrebbe dunque gettare i fucili ai propri piedi, sperando nella magnanimità dei russi. Chissà perché Zelensky e i suoi connazionali, dopo questi ultimi giorni, non hanno poi questa gran voglia di fidarsi.

La seconda condizione è che l’Ucraina modifichi la costituzione per sancire la propria neutralità. Via ogni riferimento alla NATO, via ogni menzione all’adesione all’UE, cancellata la possibilità di autodeterminarsi come nazione e come popolo.

A ciò si aggiungano il riconoscimento della Crimea come territorio russo e delle repubbliche separatiste filo-russe di Donetsk e Luhansk come stati indipendenti.

Cosa sta dicendo Putin con queste richieste? Semplice: che almeno per ora non gli interessa trattare. A meno che…a meno che Kiev non sia disposto a dargli tutto, ma proprio tutto, quello che vuole. Più che un negoziato, un’umiliazione dell’Ucraina.

Ps: secondo il giornalista investigativo del progetto Bellingcat, Christo Grozev, due fonti anonime a conoscenza dei negoziati avrebbero inoltrato anche un’altra richiesta alle autorità ucraine. Eleggere un deputato della Verkhovna Rada, l’ex vice primo ministro Yuriy Boyko, come nuovo capo del governo dell’Ucraina, con Zelensky a restare presidente soltanto pro-forma. Boyko ha tacciato come false le indiscrezioni, ma la sostanza non cambia. Trattasi semmai di ulteriore dimostrazione del fatto che Putin vuole umiliare la controparte.

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