L’Ucraina guarda a Roma: oggi vertice USA-Cina. Casa Bianca scettica, e l’Italia…

Chissà che Roma non faccia il miracolo. Che il meteo per lo più soleggiato atteso per oggi nella Capitale, quella sua inclinazione sonnacchiosa, le rovine dell’impero che fu, non convincano Jake Sullivan e Yang Jiechi della necessità di trovare un’intesa sull’Ucraina, di allontanare lo spettro di una guerra da cui nessuno ha nulla da guadagnare.

La portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale USA, Emily Horne, ha chiarito in una nota che il vertice, pianificato in seguito all’incontro virtuale di novembre fra Biden e Xi Jinping, verterà sugli “sforzi in corso per gestire la competizione tra i nostri due paesi” e sull’impatto “della guerra della Russia contro l’Ucraina” in relazione alla “sicurezza regionale e globale“. Diplomatichese che evidenzia come sarà proprio l’invasione ordinata ormai 19 giorni fa da Vladimir Putin il piatto forte della discussione, sebbene dalla Casa Bianca filtri scetticismo rispetto alle possibilità che possa emergere una svolta decisiva dai colloqui Sullivan-Yang.

La Cina assisterà con droni e soldi la Russia?

Non può essere un caso che giusto ieri, alla vigilia dell’incontro a Roma, alcuni tra i maggiori giornali USA abbiano rilanciato la notizia secondo cui Mosca avrebbe chiesto a Pechino “assistenza militare” per la sua invasione in Ucraina. La CNN si spinge oltre, parlando in particolare di droni e soldi da parte cinese.

Il ministero degli Esteri di Pechino questa mattina ha bollato queste notizie come un esempio di “disinformazione” americana, ma non si può escludere alcuno scenario. Né che la richiesta sia realmente arrivata da Putin, né che l’America l’abbia resa pubblica (come fatto un mese fa con i suoi piani d’invasione) nella speranza di scongiurarla.

Gli USA e il ruolo dell’Italia

Dopo l’incontro fra Sullivan e Yang Jiechi, il rappresentante dell’amministrazione Biden incontrerà anche anche Luigi Mattiolo, Consigliere Diplomatico del premier Draghi. Gli USA inseriscono questo incontro nel solco degli sforzi per “coordinare una risposta internazionale forte e unita alla guerra di Putin“. Qualcuno potrebbe pensare ad una visita di cortesia “dovuta”, in relazione al fatto che la sede del vertice “principale” è Roma. Eppure bisogna fare attenzione alle implicazioni di questa opportunità. Da cosa nasce cosa. L’Italia potrebbe prendere la palla al balzo e cercare, a partire da oggi, di recitare un ruolo più visibile nella soluzione della crisi. Perché è vero, come dice Draghi, che “non dobbiamo cercare un ruolo, dobbiamo cercare la pace&#…

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