Calenda ha cambiato idea sulle armi all’Ucraina: vuole inviarle di nascosto

Carlo Calenda ha cambiato idea. Ma la notizia è un’altra: Carlo Calenda ha cambiato idea sulle armi da inviare all’Ucraina. E questo è abbastanza grave, per un profondo estimatore di Winston Churchill qual è il leader di Azione. Perché significa non avere colto, nonostante le letture, la portata storica della sfida lanciata da Vladimir Putin all’Europa e al mondo libero.

Ma andiamo ai fatti.

Appena pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione russa, il leader di Azione aveva replicato duramente a Matteo Salvini quando il leader della Lega si era espresso in maniera contraria rispetto all’ipotesi di inviare “armi letali” all’esercito ucraino. Con una sana dose di sarcasmo e di realismo, Calenda aveva commentato: “Cosa dobbiamo inviare secondo Salvini, delle fionde? Dei fucili a coriandoli? Delle felpe?“. Poi, di nuovo non a torto, aveva aggiunto: “Già sono insopportabili i distinguo e le furbizie su COVID o politica economica. Ma su politica estera e di difesa in tempo di guerra sono inaccettabili. Se Salvini non riesce a staccarsi da Putin se ne vada all’opposizione. E si assuma per una volta le sue responsabilità“.

Una posizione da incorniciare, secondo chi scrive, se non fosse che questa mattina il vostro blogger è capitato per caso su un’uscita particolare da parte di Calenda. Lo stesso leader che si diceva favorevole all’invio di armi all’Ucraina, lo stesso che si scagliava contro “gli insopportabili distinguo e le furbizie”, oggi si è reso protagonista di un distinguo e di una tentata furbizia.

Il numero uno di Azione ha infatti cinguettato:

“Oggi in Parlamento si voterà nuovamente per l’invio di armi in Ucraina. Ovviamente sosterremo il governo. Vorrei però far notare che queste cose si sono sempre fatte in silenzio e attraverso i servizi. Non di rado usando triangolazioni con paesi terzi per evitare escalation”.

Calenda ha poi aggiunto: “Mandare armi “in chiaro” fornisce inoltre una straordinaria possibilità di propaganda per Putin“.

Leggendo queste parole, mi sono sentito in dovere di far notare educatamente a Calenda che la sua proposta non solo era vigliacca, ma anche inutile:

Per il momento Calenda non ha ancora risposto (e non credo lo farà). Conforta però sapere che a pensarla come me è Andrea Margelletti (come si può notare dal like al mio tweet), consigliere del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Insomma, il governo – a differenza di Calenda – non sembra aver cambiato idea. Per fortuna.

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