I premier di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia vanno a Kiev: mossa per salvare Zelensky?

I primi ministri di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia voleranno a Kiev oggi per incontrare il presidente Zelensky. Lo ha annunciato il governo polacco, spiegando che “in accordo con il presidente del Consiglio europeo e la presidente della Commissione europea, il primo ministro Mateusz Morawiecki, il vice primo ministro Jaroslaw Kaczynski, il primo ministro ceco Petr Fiala, il primo ministro sloveno Janez Janša si recheranno a Kiev per un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal“.

Lo scopo della visita è quello di “confermare l’inequivocabile sostegno dell’intera Unione Europea alla sovranità e all’indipendenza dell’Ucraina e presentare un ampio pacchetto di sostegno allo Stato e alla società ucraini“.

Questa mossa, però, può essere interpretata anche in un’ottica ben più drammatica.

Una mossa per salvare Zelensky

È un caso che il viaggio dei leader di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia nella capitale ucraina sia stato annunciato proprio in concomitanza con l’intensificarsi dell’azione militare russa alle porte di Kiev? Probabilmente no. Detta molto chiaramente: è possibile che si tratti di un espediente volto ad allungare la vita a Zelensky, così come lo erano state, qualche giorno fa, le conferenze stampa organizzate nel palazzo del governo alla presenza di diversi giornalisti internazionali. Il motivo è semplice: è altamente improbabile che Vladimir Putin possa dare l’ordine di bombardare un luogo in cui sono presenti inviati di guerra delle maggiori testate mondiali. Allo stesso modo, è di fatto impossibile che possa autorizzare un raid mentre a Kiev sono presenti i leader di tre paesi NATO. Dunque: viaggio politico, sì, ma anche viaggio per la vita.

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