Perché la telefonata tra Biden e Xi Jinping è andata peggio di quel che sembra

Le guerre non sono nell’interesse di nessuno. E la crisi ucraina è qualcosa che non avremmo mai voluto vedere“. Hanno più o meno la stessa profondità delle frasi pronunciate durante un concorso di bellezza (con tutto il rispetto per i concorsi di bellezza, mancherebbe altro) i commenti del presidente cinese Xi Jinping durante la telefonata con l’omologo americano Joe Biden.

Una telefonata che, a differenza di quanto si può leggere sulla maggior parte dei giornali italiani, non ha sortito l’effetto sperato dalla Casa Bianca. Obiettivo (ardito) di Washington alla vigilia del colloquio era infatti quello di strappare a Pechino una qualche forma di impegno a non sostenere militarmente ed economicamente la Russia.

Xi Jinping è riuscito nell’acrobazia lessicale di dichiarare che “come membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e prime due economie del mondo, a noi spetta non solo guidare le relazioni Cina-Stati Uniti sulla strada giusta, ma anche assumerci responsabilità internazionali e lavorare per la pace e la tranquillità nel mondo“. Un diplomatichese che può certamente essere frainteso dalle opinioni pubbliche, ma che non esclude in alcun modo che in futuro la Cina possa schierarsi a sostegno di Mosca.

Lo si evince chiaramente dalla versione (questa sì più dire…

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