Domani parla Zelensky: e l’Aula teme i fischi più degli assenti (ecco quali saranno, dal M5s alla Lega)

Dovessero essere costretti a gestire soltanto delle defezioni, i capigruppo dei vari partiti del Parlamento sarebbero abbastanza tranquilli. Ma alla vigilia dell’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in Parlamento, in quella che tecnicamente non è una seduta comune di Camera e Senato bensì un “incontro informale“, è dell’altro a diffondere agitazione nell’anima ragionevole dell’Aula. Ad esempio il rischio che qualcuno si metta in testa di dar vita ad una piazzata, di organizzare una manifestazione di pubblico dissenso nei confronti di Zelensky e della sua causa, interrompendo o comunque funestando l’intervento del leader di Kiev.

L’intervento di Zelensky e il timore dei fischi

Si tratta di uno scenario che nessuno vuol prendere in considerazione pubblicamente. Ma sottovoce se ne parla.

E ci si domanda cosa sarebbe dell’immagine dell’Italia agli occhi del mondo qualora qualche sciroccato dovesse dar vita ad una sceneggiata in Aula. Il contrasto fra le standing ovations riservate a Zelensky dalla House of Commons britannica, dal Congresso USA, dal Bundestag in Germania o dalla Knesset israeliana sarebbe stridente. E il danno d’immagine incalcolabile. In un amen verrebbero spazzati via tutti gli sforzi del governo Draghi per schierare fermamente l’Italia dalla parte dell’Ucraina in questa guerra d’aggressione. E Mosca, dopo le minacce dei giorni scorsi, avrebbe vita facile nel calcare la mano sulla rappresentanza di parlamentari italiani pronta ad opporsi alla linea di Kiev.

Uno scenario che allo stato attuale sembra comunque remoto, per quanto non manchino i precedenti di pagliacciate in Aula. Soltanto poche settimane fa, ad esemp…

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