Conte e le 6 risposte ambigue sulla Russia nell’ultima intervista a “Repubblica”

L’ultima intervista rilasciata da Giuseppe Conte a “Repubblica” segna un nuovo record di ambiguità nell’atteggiamento del presidente M5s nei confronti della Russia. La vetta toccata oggi è tale da richiedere un insolito approfondimento, nella speranza – probabilmente vana – che questo sforzo possa spingere l’avvocato a scegliere la strada della (vera) chiarezza.

1) Gas e petrolio: Conte risponde a coppe quando la briscola è a bastoni

Il festival dell’ambiguità, il sapiente utilizzo della “supercazzola”, comincia fin dalle primissime domande, con l’intervistatore che a proposito del massacro di Bucha domanda a Conte: “Letta chiede un embargo del petrolio e del gas russo. E lei?“. Quesito chiaro, volto a ricevere in risposta un sì o un no rispetto a tale ipotesi. Ma la risposta dell’ex premier è un dribbling degno di un Ronaldinho in giornata, occhio ai grassetti:

“Io penso che questi atti configurino dei veri crimini di guerra e i responsabili dovranno risponderne davanti alla Corte penale internazionale. Ma come Unione Europea non dobbiamo rispondere a queste atrocità con un’escalation militare, se vogliamo che termini questa carneficina dobbiamo lavorare con tutti gli strumenti a nostra disposizione per una soluzione politica”.

Ricapitolando: il giornalista chiede a Conte se pensa, come Letta, che sia necessario un embargo del petrolio e del gas russo (dunque: risposta economica). L’avvocato gioca a coppe con la briscola a bastoni: “L’UE non deve rispondere con un’escalation militare“, dice. Quale sia il nesso tra domanda e risposta è impossibile stabilirlo.

Altra notazione, evidenziata in grassetto: “i responsabili” dovranno rispondere dei crimini di guerra, asserisce l’avvocato. Ma chi sono i responsabili? E perché Conte fatica a pronunciare “Vladimir Putin“?

2) Conte smentisce Draghi. La “soluzione politica”, senza spiegare come

L’intervistatore domanda a Conte se la strada migliore non sia quella di mirare alla sconfitta della Russia. L’avvocato replica:

Con la guerra non si gioca e l’Europa deve avere una posizione chiara. Una cosa è offrire il necessario sostegno all’Ucraina, altra cosa è pensare di procrastinare il conflitto nella speranza di piegare la Russia“.

Secondo Conte, insomma, non è vero, come dice Draghi, che “solo la difesa dell’Ucraina ha rallentato l’invasione e porta adesso, forse, all’inizio di un processo di pace“.

No, l’avvocato aggiunge che “l’Europa deve promuovere una soluzione politica, che muova dal riconoscimento del principio di autodeterminazione dell’Ucraina“. Ma non spiega come possa essere promossa questa soluzione politica: forse stend…

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