Tutto quello che c’è da sapere sul dibattito tv Macron-Le Pen

Nessuno può permettersi di fallire il dibattito tv. Anzi, “Le Débat“, appuntamento solenne della politica francese, crocevia decisivo di questa “présidentielle“. Macron o Le Pen? Le Pen o Macron? A cinque anni di distanza la domanda si ripropone identica: ma il mondo è cambiato, i francesi pure? L’ultimo sondaggio dice che se si votasse oggi l’inquilino dell’Eliseo prenderebbe il 55% contro il 45% della sua rivale. Ma milioni di elettori decideranno oggi, a partire dalle 21:00, seduti comodamente sul loro divano, se e per chi votare fra pochi giorni al ballottaggio.

A differenza di quanto potrebbe immaginare chi ha poca conoscenza di queste dinamiche politiche, in un dibattito tv, nelle ore che lo precedono, non c’è nulla di spontaneo. Tutto viene curato nel dettaglio, coi rispettivi team dei candidati impegnati a contrattare per giorni quelle che potremmo definire “regole d’ingaggio“. Dalla durata del dibattito, che dovrebbe terminare dopo circa due ore e mezza (!) di confronto serrato, alle immagini che la regia sarà autorizzata a trasmettere mentre uno dei due candidati sta parlando e l’altro ascolta. Non un dettaglio banale, visto che nel 2017 Marine Le Pen pagò a caro prezzo il fatto di essere immortalata nell’atto di spulciare disperatamente fra i suoi appunti, mentre Macron la infilzava: “Madame Le Pen, non dica sciocchezze, stiamo parlando di Sfr ma lei cita le cifre di Alstom, sta confondendo le schede!”.

Macron e Le Pen siederanno a due metri di distanza l’uno dall’altro. Al loro fianco, ma ad un altro tavolo, prenderanno posto i moderatori del confronto, Léa Salamé e Gilles Bouleau. I due giornalisti avranno il compito di formulare le domande in maniera neutrale: dovranno arbitrare, non giocare l’incontro. Ciò significa che anche dinanzi ad un’evidente bugia non potranno intervenire per correggerla. Toccherà al candidato che ascolta pungere il rivale, a patto di accorgersi dello scivolone.

Questa è un’anteprima dello studio tv.

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Il sorteggio ha stabilito che rispetto alle telecamere il presidente siederà a sinistra, la sua sfidante a destra, in una disposizione che restituisce anche l’idea dei due elettorati di riferimento dei contendenti, soprattutto in vista del ballottaggio. Se è vero che Macron ha ereditato gran parte del bacino di voti dei Repubblicani, il centrodestra neo-gollista moderato, allo stesso modo è chiaro che per vincere questa elezione ha bisogno di fare breccia a sinistra, tra gli ecologisti che al primo turno hanno scelto l’ambientalismo di Mélenchon. Sempre il sorteggio ha deciso che la prima a parlare sarà Le Pen.

Un dibattito così lungo (per avere un termine di paragone: quelli tra Biden e Trump durarono 9…

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