Né Macron né Le Pen: cosa c’è dietro il cerchiobottismo di Conte

Il Movimento 5 Stelle non partecipa alle elezioni francesi“.

Questa la frase del giorno, nonché la surreale motivazione opposta a Lilli Gruber da Giuseppe Conte, per giustificare l’indisponibilità ad indicare una preferenza chiara tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen.

Il tentativo di dribbling – per non dire di “supercazzola” – dell’avvocato ha sortito l’effetto opposto di quello sperato: “Le nostre politiche sono distanti” da quelle della Le Pen, ha argomentato Conte, ciononostante “mi sono permesso di dire che delle questioni da lei poste sono questioni che vanno affrontate“.

Incredulità in studio, interlocutori attoniti: davvero l’uomo che veniva indicato come “fortissimo punto di riferimento dei progressisti” non riesce a dire, in un ballottaggio decisivo per l’Europa, di essere dalla parte del candidato che si oppone ad una leader di estrema destra? Davvero.

Ma a destare sconcerto sono soprattutto le vere ragioni che hanno spinto Conte a preferire l’accusa di “ambiguità” all’alternativa di una presa di posizione netta sul tema delle presidenziali francesi.

Sì, perché se Conte non ha risposto della Gruber non è stato per approssimazione, per superficialità nella preparazione dell’intervista. Al contrario. Dietro vi è una precisa strategia, retta da un’insieme di motivazioni a dir poco paradossali.

Conte e i sondaggi sul programma di Le Pen

Nei giorni scorsi è stata segnalata a questo Blog una particolare circostanza. Il MoVimento 5 Stelle è infatti da sempre uno dei partiti più attenti ad intercettare con rapidità le tendenze e le preferenze che si sviluppano nell’elettorato.

È stato così nel caso del riarmo, quando per primo il M5s si è intestato la battaglia del no all’aumento delle spese militari – inseguendo in questo caso la chimera di un +5% promesso dai sondaggisti – e lo è stato di nuovo, pochi giorni fa, quando è balzato all’occhio della “situation room” pentastellata che l’ottimo risultato della Le Pen al primo turno fosse riconducibile in gran parte ad una campagna elettorale quasi interamente incentrata sulla difesa del potere d’acquisto dei francesi.

Ecco perché, nelle ultime settimane più che mai, il Movimento 5 Stelle ha spinto col piede sull’acceleratore per invocare la protezione dei cittadini contro i rincari a tutela del loro potere d’acquisto. È infatti arrivato ordine “dall’alto” di studiare nel dettaglio il programma della Le Pen (da qui la frase di Conte sulla “attenzione alle sue proposte”) e di copincollarne le parti più interessanti, con Conte pronto a metterci “letteralmente” la faccia:

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Ma non è finita qui…

Le vere ragioni dell’ambiguità di Conte: dall’ossessione per Renzi alla legge elettorale…

L’ambiguità di Conte sulle presidenziali francesi non si spiega però soltanto con una questione di consensi legati ai programmi. A determinare l’ambiguità dell’avvocato sono stati infatti anche “motivi d’opportunità“. Nessuno può dimenticare, infatti, che in un passato non troppo lontano i grillini si siano apertamente schierati in favore dei “gilet gialli“, movimento francese anti-governativo nato inizialmente per protestare contro l’aumento delle tasse sul carburante, poi rivelatosi manipolo di violenti.

Prendere pubblicamente posizione a favore di Macron, avrebbe significato per Conte esporre il M5s all’ennesima accusa di incoerenza. Meglio allora, almeno nelle intenzioni, cercare di dribblare l’ostacolo e tenersi sul vago. A maggior ragione se è vero che il presidente Macron è interprete di un’area politica che Conte ha intenzione di avversare: quella di un “centro” …

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