Mattarella sferza i neutralisti: “Dalla parte dell’Ucraina, anche se costerà sacrifici”

Non c’è dubbio che il discorso pronunciato oggi al Quirinale da Sergio Mattarella sia uno degli interventi più importanti pronunciati dall’inizio della guerra in Ucraina. Non solo in Italia, ma anche in Europa.

Sebbene il presidente della Repubblica non intervenga con la frequenza di un primo ministro, le sue parole in presenza di una guerra sono dotate di un peso addirittura maggiore di quelle di un capo di governo. La Costituzione attribuisce infatti al capo dello Stato il comando delle Forze armate oltre che la guida del Consiglio supremo di difesa.

Eppure non bastano le competenze istituzionali a dire della forza insita in un messaggio di insolita durezza, come quello giunto oggi dal Colle.

Mattarella parla ad una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma a pochi giorni dal 25 aprile: è cioè perfettamente consapevole della valenza simbolica dell’evento. Così assume un peso politico ancora maggiore il ricordo della “rivolta in armi contro l’oppressore” che contribuì a liberare la Patria dal giogo nazisfascista. Così si capirà una volta di più che imbracciare i fucili dinanzi all’invasore non significa abbracciare la guerra, come molti neutralisti nostrani stanno suggerendo ormai da settimane.

Attenzione, quella di chi scrive non è una libera interpretazione delle parole del capo dello Stato. È Mattarella in persona, infatti, ad affermare chela solidarietà, che va espressa e praticata nei confronti dell’Ucraina, deve essere ferma e coesa“. Dunque l’Italia si schiera: anzi, è fin dall’inizio schierata, dalla parte di K…

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