Da Kiev a Biden (con premio negli USA): “mese decisivo”, un maggio da Draghi

Attende con ansia di negativizzarsi dal Covid, perché il periodo di riposo a Città della Pieve ha sì consentito a Mario Draghi di godere di un periodo di tranquillità dopo mesi a condotti a ritmi infernali, ma voci ben informate sostengono che questi giorni di isolamento forzato abbiano fornito al premier ulteriore consapevolezza di un fatto: il momento della pensione non è ancora arrivato.

Nessuna illusione: quella di un bis a Palazzo Chigi appare ad oggi ipotesi più che mai remota. Ma, per dirla con le parole pronunciate tempo addietro dal presidente del Consiglio, la sensazione è che Draghi un lavoro, alla fine della legislatura, se lo troverà eccome.

Il premier freme per tornare all’opera. Tiene contatti serrati con i suoi ministri, fornisce indicazioni al suo staff, sopratutto prepara l’agenda di un mese, quello di maggio, che da alcuni viene definito “il più importante” da quando Draghi ha messo piede a Palazzo Chigi ad eccezione del primo, quando Super Mario dovette fare ricorso a tutte le sue abilità manageriali per rimettere in sesto una macchina che faticava a muoversi.

Per quanto una data ufficiale non vi sia ancora, è ormai certo che il presidente del Consiglio volerà a Kiev, probabilme…

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