Melillo nuovo Procuratore Antimafia: Gratteri ko. Csm: ecco chi non lo ha votato

A prendere il posto di Federico Cafiero De Raho (in pensione da febbraio) come Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo sarà Giovanni, per tutti Gianni, Melillo. Attualmente capo della procura di Napoli, ha sconfitto nell’elezione celebratasi quest’oggi a palazzo dei Marescialli Nicola Gratteri, grande battuto del giorno. L’elezione al primo turno ha evitato sì il ballottaggio, ma non ha impedito di osservare la profonda frattura presente all’interno del Csm.

Tredici i voti per Melillo, sette quelli ottenuti da Gratteri, cinque quelli andati a Giovanni Russo, procuratore aggiunto della Dna e fino ad oggi reggente della Procura nazionale antimafia. Ma a fare la differenza in positivo per Melillo e in negativo per Gratteri, in una votazione che sta già creando polemiche, sono stati i vertici della Cassazione e anche le indicazioni di alcuni partiti.

Csm: chi ha votato chi. E Di Matteo evoca Giovanni Falcone

A prendere espressamente posizione in favore di Melillo, così indirizzando il voto del plenum, sono stati prima il presidente della Cassazione, Pietro Curzio, e poi il procuratore generale, Giovanni Salvi. In appoggio al 61enne foggiano, già capo di gabinetto di Andrea Orlando durante l’esperienza da Guardasigilli, sono arrivati i voti dei 5 consiglieri della corrente progressista Area, che aveva espresso la sua candidatura. Voti sono arrivati anche dai tre consiglieri moderati di Unicost, dai due professori indicati da M5S, Alberto Maria Benedetti e Filippo Donati, e dal laico di Forza Italia, l’avvocato Michele Cerabona. 

A sostegno di Gratteri si sono espressi invece i quattro esponenti della corrente “davighiana Autonomia e indipendenza, ovvero Nino Di Matteo e …

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