In Afghanistan torna il burqa: ma contro i Talebani combatte ancora Ahmad Massoud

Il mullah Omar era solito ripetere all’indirizzo degli occidentali: “Voi avete l’orologio, noi abbiamo il tempo“. L’ultimo decreto firmato dal leader dei Talebani, Hibatullah Akhundzada, il provvedimento che obbliga le donne dell’Afghanistan ad indossare il burqa in pubblico, sembra parzialmente smentire quel proverbio. I talebani non hanno solo il tempo, ma pure gli orologi: con le loro lancette hanno riportato il Paese indietro di oltre 20 anni.

Qualcuno in Italia (Giuseppe Conte) descriveva un regime dall’atteggiamento “distensivo“. Sbagliava, i Talebani non sono cambiati. Curioso poi sentire come l’avvocato parlasse della Russia e di arroganza occidentale: non è cambiato niente.

Ma mentre il mondo guarda altrove e i Talebani mostrano il loro vero volto, c’è chi non ha rinunciato a combattere per la propria terra. Si tratta di Ahmad Massoud, il figlio del Leone del Panjshir. Questo giovane uomo, cresciuto nel mito del padre, sta dimostrando che a volte la genetica è un fattore. Nei giorni del ritiro occidentale dall’Afghanistan, dinanzi all’avanzata talebana, i più anziani sospiravano: “Ah, se solo ci fosse stato Massoud“. “Ma un Massoud c’è“, ripeteva a se stesso il giovane Ahmad. Sapeva da sé che tutti pensavano a “quel” Massoud, suo padre, Ahmad ‘Shah’ Massoud. Dove Shah sta per capo, comandante, re. Solo il tempo dirà se il figlio del Leone del Panjshir, il giovane Massoud, saprà essere Shah a sua vo…

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