Diario di guerra (giorno 75): tre ipotesi sul discorso di Putin. E la Moldova teme il golpe

Gli orologi di tutto il mondo sono sincronizzati sul fuso orario di Mosca: è attorno alle 9/9:30 italiane che è atteso il discorso che potrebbe cambiare il futuro della guerra in Ucraina. E i pessimisti aggiungono: “E non solo dell’Ucraina“. Seduto in tribuna, affacciato sulla Piazza Rossa, affiancato dai veterani ancora in vita della Grande Guerra Patriottica che segnò il trionfo sulla Germania nazista, Vladimir Putin godrà di una parata studiata per galvanizzare l’opinione pubblica e intimorire i nemici di Mosca. Poi prenderà la parola.

In questo momento, carri arrmati sfilano già per le vie della capitale, dirigendosi verso la Piazza Rossa.

Undicimila i soldati previsti alle celebrazioni secondo il ministero della Difesa russo, molti dei quali connotati dalla presenza sul braccio della “Z” simbolo di questa guerra, riprodotta per l’occasione anche nei cieli dagli aerei militari, esercitatisi per settimane per non bucare l’evento clou.

Protagonisti d’eccezione anche i temibili missili fine di mondo SS-18, meglio noti come

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