Diario di guerra (giorno 78): Conte minaccia la crisi di governo, ma è un penultimatum

Al giorno 78 dell’invasione russa in Ucraina, da fonti M5s l’espressione “crisi di governo” viene infine pronunciata. Niente di troppo serio, piuttosto il solito “penultimatum” di Giuseppe Conte (fu Grillo a definirlo “uno specialista” del settore) finalizzato a mettere pressione su un Mario Draghi appena rientrato da un viaggio di assoluto successo negli USA.

Ma perché penultimatum?

Le fonti pentastellate ricalcano le parole pronunciate nell’intervista concessa a Piazzapulita da Giuseppe Conte, secondo cui “dopo un terzo decreto di invio di armi a Kiev“, l’Italia ha “già dato“.

In casa M5s si va oltre, ma fermandosi sempre un passo prima del precipizio. Dunque, “ok il terzo decreto” interministeriale, però “poi basta“. Perché il Movimento resta “partito di maggioranza relativa in Parlamento“, e se venisse ignorato sarebbe “autorizzato ad aprire una crisi di governo“. 

Attenzione: questo è quello che si sussurra – per ora – dietro le quinte. Davanti Conte assicura di non voler mettere in difficoltà il premier, soltanto di volere scongiurare un’escalation e addirittura – ridete pure – di volerne rafforzare la posizione a …

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