Salvini pronto a volare a Mosca (sognando Putin): l’irritazione di Draghi

Da quando l’invasione dell’Ucraina è iniziata, Matteo Salvini non è mai stato tanto vicino ad ufficializzare il progetto che ha in cantiere dal “giorno uno” di questa guerra: volare a Mosca.

Ufficialmente la missione del viaggio (sempre che prima non arrivi un altolà dai piani alti) è quella di “cercare la pace”. Vaste programme. Obiettivo ben più alla portata è riprendersi la scena politica. Quella che Salvini ha smarrito nella notte del Papeete, senza più riuscire nell’impresa di dettare l’agenda del Paese, di incarnare (ebbene sì, è accaduto) la figura di leader più amato dagli italiani.

Ad onor del vero va detto che Salvini è stato il primo politico italiano a chiedere indiscriminatamente “la pace“. Prima di Conte, forse anche in anticipo su Papa Francesco. Il Capitano non si è mai domandato cosa ne pensassero gli ucraini. Né si è chiesto se non fosse un tantino imbarazzante, per un fervente sostenitore della legittima difesa individuale, ignorare che la resistenza dell’Ucraina altro non è che lo stesso principio applicato alla geopolitica. Smentendo così se stesso. Affermando insomma che no, la difesa non è sempre legittima. Dipende da chi porta l’attacco.

Salvini sogna l’incontro con Putin. L’irritazione di Draghi (e lo screenshot della chat leghista)

Come detto, che il viaggio si faccia non è ancora certo, anzi, ma è Salvini in persona ad ammettere di stare lavorando all’ipotesi:

Fonti ben informate assicurano che Salvini non avrebbe problemi ad organizzare incontri con esponenti della Duma, la camera bassa del parlamento federale russo, e con alcune realtà imprenditoriali italiane in Russia. Il sogno proibito, però, si chiama Vladimir Putin. Un incontro al Cremlino, probabilmente senza tavolo lungo, è il bersaglio grosso a cui lo staff del Capitano sta lavorando senza sosta. Si tratterebbe evidentemente di un “colpo” politico, del riconoscimento di un ruolo internazionale che Putin potrebbe scientemente attribuire al leader di una delle fazioni italiane ed europee più morbide nei confronti di Mosca.

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