Draghi “seppellisce” Salvini con una risata. Poi lo accomuna a Conte…

Mario Draghi liquida l’argomento “Salvini” con un sogghigno, con l’abbozzo di una risata di gusto, e con l’indifferenza che si deve ad una pagliacciata. Perché è di questo che si parla quando si discute della visita a Mosca del Capitano.

Ciò non significa, attenzione, prendere sotto gamba la portata delle mosse del leader della Lega. Il fatto che Salvini abbia percorso binari di diplomazia “alternativi” rispetto al governo, che abbia agito all’oscuro di tutti nell’organizzazione dei suoi incontri – il più clamoroso è quello con l’ambasciatore russo in Italia – porta comunque il presidente del Consiglio ad assestare un affondo che è un concentrato di efficacia e sapienza politica.

Riferendosi a Salvini, infatti, il premier ricorda di avere suggerito appena poco tempo fa ai protagonisti della sua maggioranza che vantavano non meglio precisati rapporti con Mosca, di farsi guidare dal principio della trasparenza. La stessa che il capo del Carroccio non ha utilizzato nel tessere la sua tela diplomatico-elettorale. Esponendosi così ad un effetto boomerang di proporzioni politiche tali che oggi si fatica a quantificare, ma che peseranno, a giudizio di chi scrive, quanto la strambata del Papeete.

C’è un passaggio, però, che fa riflettere nelle parole che Draghi consegna ai giornalisti per archiviare la pratica moscovita. Ed è il fatto che ricalchi per filo e per segno la risposta che oppose, non più tardi di un mese fa, alle critiche di Conte sull’invio di armi all’Ucraina.

Ribadisce la collocazione europeista ed atlantista dell’Italia, Draghi. E accomuna così le due spine nel fianco del suo governo nella tendenza a voler mettere in discussione il posizionamento geopolitico della Penisola. Fatto grave, fatto serio, se non si parlasse dei gialloverdi.

I grattacapi interni, comunque, in alcun modo offuscano la soddisfazione per un Consiglio Europeo Straordinario che il presidente del Consiglio non esita a definire “un successo completo“.

Meglio riderci su, allora, sorvolare (volare alto), o “portare la croce”, per dirla alla Giorgetti. Il tutto per un bene superiore: l’Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *