Retroscena: Draghi e la domanda che mette Scholz in difficoltà

Devo dire che il cancelliere Scholz ha spiegato con grande sincerità la difficoltà che avrebbe avuto ad interrompere immediatamente questo petrolio russo. È stato compreso da tutti gli altri“.

È con questa frase, pronunciata en passant, che Mario Draghi fornisce un indizio su uno dei più succosi retroscena del Consiglio Europeo Straordinario terminato ieri.

Il flop del vertice è stato evitato con un capolavoro politico, più che diplomatico, che ha consentito a tutti gli astanti di portare a casa un risultato. Obiettivo insperato, a poche ore dal via del Consiglio.

L’uomo più osservato della due giorni, Viktor Orban, ha ottenuto le garanzie che chiedeva. L’embargo al petrolio russo riguarderà soltanto quello in arrivo in Ue via mare. Esentato l’oleodotto ‘Druzhba‘, che conduce l’oro nero di Mosca in Ungheria, ma anche in Germania e Polonia, fra le altre.

Da qui sorge l’interrogativo, legittimo, posto da Draghi al cancelliere Scholz in pieno Consiglio Europeo: “Mi fai capire bene qual è il vostro problema?“. Se l’Ungheria, priva di accesso al mare, ha le sue ragioni per chiedere che venga garantito l’afflusso di petrolio russo almeno dagli oleodotti, perché Berlino (che lo sbocco sul mare ce l’ha) chiede per sé lo stesso trattamento?

Scholz si produce in un’accorata dissertazione, chiama in causa alcune raffinerie collocate nei territori dell’ex Germania dell’Est, la necessità di avere più tempo e, come sostiene lo stesso Draghi, alla fine convince tutti.

A dire il vero è proprio Draghi a rimarcare in conferenza stampa che sia la Germania che la Polonia hanno dichiarato l’impegno a cessare le importazioni di petrolio russo entro la fine dell’anno.

Ma allora perché, alla luce di quest’ultima dichiarazione, chiedere ulteriori chiarimenti al cancelliere Scholz?

Nessuna voglia di infierire, da parte di una persona corretta come Mario Draghi. Piuttosto siamo in presenza di una mossa di natura tattica da parte del premier.

Se è vero che l’Italia ha ottenuto l’ok dei Ventisette ad assegnare alla Commissione Europea un mandato per esplorare la soluzione di un tetto ai prezzi del gas, il presidente del Consiglio ha inteso comunque rimarcare che Roma non è stata la sola ad essere accontentata nelle sue richieste.

Così come importante è stato il sì tedesco alla richiesta italiana, allo stesso modo – ha voluto sottolineare il premier – pure Berlino deve ringraziare i propri partner per aver ricevuto l’opportunità di eludere temporaneamente le regole che valgono per (quasi) tutti gli altri.

Si tratta, attenzione, di uno scambio che non genera tensioni, da inquadrare nell’ambito di una trattativa dura, in cui ogni leader fa gl…

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