“Processo a Donald Trump”: l’evento in prime time sul tentato golpe USA

Dopo 10 mesi di lavoro a porte chiuse, riassumibili nelle oltre 1000 testimonianze raccolte e in una documentazione di più di 140mila pagine, la Commissione della Camera incaricata di investigare sull’assalto al Congresso presenterà all’America il risultato delle sue indagini, cercando di acclarare una volta per tutte il tentativo di Donald Trump di sovvertire il risultato delle elezioni presidenziali vinte da Joe Biden.

I maggiori canali tv in America hanno fatto spazio nei loro palinsesti, i Democratici hanno organizzato eventi in giro per il Paese pensati per tutta la famiglia. Chi deciderà di seguire l’audizione al Carillon di Washington DC potrà anche avere in regalo un gelato della catena Ben and Jerry. L’importante è essere davanti ad uno schermo, non perdersi neanche una parola della prima delle 6 udienze che rischiano di trasformarsi in un “processo” in diretta tv a Donald Trump.

L’attesa attorno all’evento è stata sapientemente alimentata per settimane. Il democratico Jamie Raskin, membro della Commissione composta da 7 dem e 2 Repubblicani, non si è preoccupato di tenere basse le aspettative quando ha detto che quanto verrà raccontato nelle audizioni “farà esplodere il tetto della Camera“.

Per far sì che la messa in onda non si traduca in uno spettacolo soporifero, la Commissione ha assoldato perfino un professionista del piccolo schermo, l’ex presidente di ABC News, James Goldston, chiamato a rendere le 6 audizioni televisive, di durata compresa tra i 90 minuti e le 2 ore e mezza, al pari di episodi serrati: quasi fossero una serie tv da divorare su Netflix, puntata dopo puntata, testimone dopo testimone, filmato dopo filmato.

Perché la sicurezza ha fallito nell’arginare l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio? Perché la Guardia Nazionale è stata dispiegata con eccessiva lentezza? Cos’ha fatto Donald Trump nei 187 minuti di permanenza alla Casa Bianca durante l’assalto al Congresso oltre a guardare la tv e ad ignorare gli appelli di chi gli chiedeva di dire ai suoi sostenitori di andarsene? C’era un legame fra i trumpiani e i leader di milizie organizzate quali i Proud Boys?

L’indagine della Commissione, istituita da Nancy Pelosi dopo che il Senato ha affossato la proposta di crearne una bipartisan equamente composta tra Democratici e Repubblicani, non ha rilievo penale, ma l’investimento politico dei Democratici, a cinque mesi dalle elezioni di Midterm, è ingente.

Con l’inflazione alle stelle, i prezzi del gas elevati, il rialzo dei casi di coronavirus, l’eterno dibattito sulle armi, la tattica dei Repubblicani è già tracciata: sottolineare come i Democratici siano ancora fermi ad un fatto avvenuto un anno e mezzo fa, vittime dell’ossessione per Donald Trump.

Proprio qui sta la scomessa del partito dell’asinello: dimostrare che l’assalto alla democrazia americana non appartiene al passato, ma è tuttora in corso; screditare lo stato maggiore di un Gop che non è riuscito a prendere le distanze dal suo dominus neanche dinanzi ad un avvenimento di gravità senza precedenti; convincere gli elettori non schierati, quelli che decidono tutte le elezioni, che l’uomo che medita di tornare alla Casa Bianca nel 2024 è un pericolo per l’America. E tornerà ad esserlo, se non verrà fermato.

BONUS: COSA FARANNO BIDEN E TRUMP? E CHE FINE HA FATTO MIKE PENCE?

  • Mike Pence grande assente? Più saranno le rivelazioni e i colpi di scena, più aumenteranno le possibilità di rendere questa serie di audizioni un momento “epocale” nella storia mediatica e politica degli Stati Uniti. In questo senso, una mossa effetto potrebbe essere portare a testimoniare Mike Pence, il vicepresidente su cui Trump ha riversato la sua furia nel momento in cui questi ha deciso di sottrarsi ai tentativi di sovvertire il voto. Fino ad oggi l’ex numero 2 di The Donald non ha mostrato interesse ad essere ascoltato, ma molti suoi collaboratori hanno parlato con i membri del Comitato 6 gennaio. Cosa avranno raccontato?

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