Kaja Kallas è più vicina alla soluzione della crisi di governo in Estonia

Kaja Kallas è abituata a giocare d’azzardo. La politica, d’altronde, è anche questo. Poche settimane fa, rivolgendosi a Jüri Ratas, suo scomodo alleato di governo – e insieme antagonista politico – ha detto lui: “Sii uomo, presenta una mozione di sfiducia contro di me“.

Il leader del Partito di Centro non ha raccolto il guanto di sfida, ma ha proseguito nei tentativi di sabotare l’azione di governo di Kallas. È stato così che la “Nuova Iron Lady d’Europa“, com’è stata ribattezzata qualche tempo fa, ha deciso di fare la sua puntata.

Rimossi, licenziati sette ministri del Partito di Centro, lo schieramento accusato di aver mantenuto contatti con la Russia e il partito di Putin anche dopo l’invasione dell’Ucraina. Mossa per molti rischiosa, ma non per chi interpreta il mestiere alla maniera di Kallas: “La politica è fatta così: un giorno sei al potere, il giorno dopo no“.

Ecco, la notizia di queste ultime ore è che Kallas potrebbe essere vicina ad aver vinto la sua scommessa.

Il partito estone di centrodestra “Isamaa” (Patria) ha sciolto oggi la riserva dicendosi favorevole all’avvio di negoziati per formare una nuova coalizione di governo con il Partito Riformatore Estone guidato dalla prima ministra, e non con il Partito di Ratas, che pure si era detto disponibile a creare un governo più spostato a destra. Kallas guiderà ora le consultazioni, cercando di trovare la quadra anche con il Partito Socialdemocratico, della quale aveva già ottenuto il sostegno. Comunque vadano le cose, tra meno di 9 mesi l’Estonia sarà chiamata al voto. E la sua gente non sembra nutrire dubbi su chi meriti di guidare il Paese nei prossimi anni.

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