Ricorso attivisti M5s: Conte esulta, ma non è ancora finita

Abbiamo vinto“.

La mettono giù semplice, fonti M5s, pochi minuti dopo il pronunciamento della Settima sezione del Tribunale Civile di Napoli, alla quale si erano rivolti gli attivisti “ribelli” difesi dall’avvocato Lorenzo Borrè sperando di sancire la nullità della seconda elezione di Giuseppe Conte a presidente M5s e pure del nuovo Statuto.

Ebbene, il foro partenopeo questa volta non ha dato ragione agli attivisti pentastellati. Non per ora, almeno.

Sì, perché il famoso detto secondo cui “il diavolo è nei dettagli” trova conferma anche nella decisione partorita oggi dai giudici napoletani. E ad evidenziarlo – chissà quanto consapevolmente, chissà quanto con un riflesso condizionato dalla sua precedente professione da avvocato – è lo stesso Giuseppe Conte. Nel commento di esultanza pubblicato su Twitter, infatti, l’ex premier precisa infatti che il Tribunale ha respinto il ricorso “in sede cautelare“.

Cosa sta a significare questa decisiva aggiunta?

Detta in termini molto semplici (gli stessi nei quali mi è stata spiegata): quello del giudice di Napoli non è un pronunciamento nel merito, che abbia per intenderci valore di sentenza di primo grado. È un provvedimento cautelare, appunto: ciò vuol dire che i magistrati, a differenza della prima volta, non hanno ravvisato nel ricorso depositato dall’avvocato Borrè gli estremi per porre in sospensione la leadership di Conte e lo statuto. Nuova traduzione: la partita non è (ancora) finita.

A suggerirlo, peraltro, è uno dei legali di Conte, l’avvocato Astone, che subito dopo il pronunciamento commenta: “Aspettiamo di capire cosa deciderà di fare la controparte, se presenterà reclamo“.

Già, la controparte. Chi conosce l’avvocato Borrè lo descrive come un personaggio a dir poco combattivo, deciso ad andare in fondo alle questioni quando è convinto di ave…

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