Conte vuole “commissariare” Draghi: l’ultima polpetta avvelenata, trattative col governo

Difficile trovare una definizione diversa da “resa“, per commentare la linea politica – e forse qui, davvero, servirebbe un’altra espressione – emersa dal Consiglio nazionale M5s tenutosi ieri.

Punto primo: l’espulsione di Luigi Di Maio non c’è. Anzitutto perché l’elefantiaco Statuto pentastellato non assegna a questo organo il potere di fare e disfare delle carriere degli eletti. In secondo luogo perché il Movimento 5 Stelle non è poi così convinto che sia la mossa migliore da compiere nei confronti di un ministro verso il quale l’appellativo più gentile pronunciato in privato nelle ultime ore è quello di “traditore“.

Ieri notte era stato lo stesso Giuseppe Conte ad ammetterlo: “Non voglio che Luigi passi per la vittima“. Soprattutto: non vuole avallare la narrazione che lo vede spadroneggiare nel partito, farsi beffe del dibattito interno, agire da despota. Così il passaggio finale in cui si scrive che il Consiglio Nazionale – occhio ai grassetti – “confida che cessino queste esternazioni lesive dell’immagine e della credibilità dell’azione politica del M5s” ha il potere di derubricare lo scontro finora descritto come politico a diatriba condominiale. Insomma, c’è un inquilino dello stabile che alza troppo il volume della musica, ma dopo lamentele all’amministratore e minacce di adire le vie legali la soluzione finale prescelta è quella di mettersi i tappi, sperando che il disturbatore si stanchi.

Ecco, se le prossime ore serviranno a comprendere il perché di questa ritirata strategica da parte di Conte, ciò che invece si evince in maniera chiara a saper leggere tra le righe il comunicato è che il Movimento 5 Stelle ha posto delle condizioni per votare la risoluzione di maggioranza oggetto di confronto proprio in queste ore col governo. E sono condizioni da smussare poiché inaccettabili, per come enunciate.

Conte vuole commissariare Draghi: l’ultima polpetta avvelenata…

Attenzione, la notizia è la seguente: il Movimento 5 Stelle, salvo clamorose sorprese dell’ultimo minuto, non si smarcherà dalla maggioranza. Epperò chiede compensazione. Per cosa non si sa. Seguitemi con attenzione.

Richiamando quanto deliberato già a maggio, Conte e i suoi ritegono “assolutamento opportuno” che l’Italia “concentri adesso i suoi sforzi sul piano diplomatico“. Ciò ovviamente non esclude che Roma continui a garantire forniture militari a Kyiv.

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