Pd: più Di Maio che Conte. Cresce la spinta per scaricare l’avvocato

Ma come facciamo ad avere dubbi? Ma lo hai sentito Di Maio? Tra un po’ è più dem lui di me”. Sta nella confidenza di un deputato Pd, subito dopo le dichiarazioni alla stampa del ministro degli Esteri, l’indizio su ciò che cova sotto la consegna del silenzio che il segretario Enrico Letta ha suggerito ai suoi fino a questa sera quando, ospite di Porta a Porta, si sbottonerà un po’ di più su ciò che significa per il Partito Democratico la scissione dei 5 Stelle.

Perché è vero, come dice Renzi, che parlare oggi di ciò che accadrà tra un anno equivale a fare “chiacchiere da ombrellone“. Sport divertente, intendiamoci, ma utile come leggere la Rosea e fare le griglie sulle squadre di Serie A in piena estate. E perché sì, fino a quando non vi sarà chiarezza sulla legge elettorale con cui si giocherà il prossimo “campionato”, temi come “grande centro” e “campo largo” resteranno esercizi teorici. Epperò il tema è ineludibile, e lo sarà sempre di più nelle settimane a venire, quando il governo tornerà a fibrillare, quando i partiti reclameranno i loro spazi d’azione, quando la crisi – geopolitica, economica, energetica (senza dimenticare quella sanitaria) – tornerà a mordere.

All’interno del Pd, allora, ci si interroga sul da farsi. E le posizioni che emergono a meno di 24 ore dalla sci…

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