USA, Corte Suprema abolisce diritto all’aborto: proteste e scontro istituzionale – DIRETTA

Con 6 voti a favore e 3 contrari, la Corte Suprema americana ha eliminato il diritto all’aborto a livello nazionale. Negli USA, di fatto, una donna non ha più la libertà di interrompere una gravidanza.

Tutti e 3 i giudici nominati da Donald Trump (Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh ed Amy Coney Barrett) hanno votato per l’abolizione della storica sentenza Roe v. Wade del 1973. Contrari i 3 giudici liberal Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Stephen Breyer.

La sentenza riguarda il caso “Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization”: i giudici hanno confermato la legge del Mississippi che vieta l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane. A presentare ricorso era stata l’unica clinica rimasta nello Stato a offrire l’aborto.

E ora? Quella di Obama è la sintesi perfetta:”Oggi la Corte non solo ha annullato quasi 50 anni di precedenti, ha relegato la decisione più intensamente personale che qualcuno possa prendere ai capricci di politici e ideologi, attaccando le libertà essenziali di milioni di persone”.

Ad esprimersi sul diritto all’aborto saranno infatti da adesso i singoli Stati. “La sentenza “Roe v. Wade” è sempre stata sbagliata”, ha scritto il giudice Samuel A. Alito Jr. nelle motivazioni della sentenza. “Il ragionamento alla sua base era eccezionalmente debole”.

Il primo Stato a “cogliere la palla al balzo” è stato il Missouri, definendosi lo Stato “più pro-Life d’America”. Ma altri 12 Stati lo seguiranno: Arkansas, Idaho, Kentucky, Louisiana, Mississippi, North Dakota, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah e Wyoming.

La speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha definito la sentenza “crudele e scandalosa”. Mentre il presidente Biden ha annunciato un discorso che si preannuncia durissimo. Ma c’è chi esulta. Come il Partito Repubblicano, che parla di “vittoria storica per la vita”. Parole molto simili a quelle usate dalla Conferenza episcopale americana: secondo i vescovi USA quella odierna è una “giornata storica” nella vita del nostro Paese.

Festeggia anche Mike Pence, vice di Donald Trump, risaputo tradizionalista cristiano, fervente conservatore, secondo cui oggi “ha vinto la vita“, e la Corte Suprema “ha dato agli americani l’inizio di una nuova vita“.

Siamo evidentemente dinanzi ad un evento “game-changer” nella politica USA. Si profila uno scontro istituzionale. Il Dipartimento di Giustizia, attraverso il procuratore generale Merrick Garland, l’equivalente del nostro Guardasigilli, si dice “fortemente in disaccordo con la decisione della Corte Suprema”.

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