M5s, spunta la “microderoga”: l’ultima pensata di Conte per non restare solo

Dipendesse soltanto da Beppe Grillo, la regola “aurea” del doppio mandato resterebbe tale. Epperò dinanzi allo sconquasso portato dalla scissione del suo “deputatino“, Luigi Di Maio, anche il comico genovese pare adesso vacillare, traballare come mai prima, ad un passo dal concedere che il dettame intoccabile diventi di bigiotteria.

Conto di convincerlo“, assicura Giuseppe Conte a chi in queste ore gli chiede lo stato delle trattative. Perché solo così può essere definito il “dialogo serato” con un soggetto a libro paga del Movimento, ma allo stesso tempo unico depositario ideale – dopo la dipartita di Gianroberto Casaleggio – dell’identità della creatura a 5 Stelle.

Per far sì che il comico genovese non la viva come una sconfessione in toto del “suo” M5s, l’avvocato ha partorito una soluzione “fantasiosa”, per così dire. E di questo sta discutendo proprio ora all’Hotel Forum con Beppe Grillo, convinto com’è che soltanto una parola del “Garante” sia in grado di convincere i sostenitori della prima ora che la nuova svolta non sarebbe un “tradimento” della missione pentastellata, bensì una “evoluzione“.

Dalla riuscita della sua opera di persuasione dipende di fatto la tenuta di quel che è rimasto del Movimento: senza deroga, infatti, saranno a frotte ad unirsi a Luigi Di Maio, lasciando Conte a governare un partito di scudieri, ma privo di esercito. E l’avvocato mi scuserà se la metafora gli pare troppa bellicosa, per i suoi standard pacifisti.

Conte e la proposta della “microderoga” al doppio mandato: di che si tratta

Ma in cosa consiste l’escamotage di Conte per convincere Grillo? L’idea è quella di optare per una “microderoga” che consentirebbe a circa il 10% degli eletti M5s di concorrere una terza volta. Una mossa che verrebbe presentata dall’avvocato con la volontà di “preservare il patrimonio di esperienza acquisito” in questi anni, ma senza snaturare troppo la natura del Movimento. Certo, in ogni caso bisognerebbe passare dalla Rete, ottenere insomma il consenso degli iscritti. Ed è per questo che la discesa a Roma dell’Elevato è così importante: perché in qualità di Garante basterebbe una sua parola a convincere i grillini della prima ora ad acconsentire alla svolta.

In questa partita i tempi non sono un dettaglio. Non è casuale, infatti, che Grillo sia giunto proprio oggi nella Capitale. Conte è infatti preoccupato da ciò che potrà accadere in Sicilia, dove l’aspirante candidato go…

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