“Boris Johnson parlerà alla nazione”: il primo ministro pronto al passo indietro – LIVE

Boris Johnson colpito e affondato da un’ondata di dimissioni? O di “tradimenti”, per dirla come il suo inner circle, sempre più stretto, per indicare gli oltre 50 esponenti Tories che hanno lasciato il proprio posto nel governo e nel partito per spingerlo a lasciare il N°10.

BoJo è letteralmente accerchiato. Sopravvissuto in maniera rocambolesca ad un voto di sfiducia del suo partito lo scorso mese, negli ultimi giorni è finito nuovamente nel mirino: colpa dello scandalo sessuale che ha riguardato il deputato conservatore Chris Pincher.

Boris Johnson nominò Pincher vice whip del partito Conservatore alla Camera dei Comuni – un incarico che in italiano potremmo definire come vicecapogruppo – pur essendo informato del fatto che fosse stato accusato di molestie sessuali.

Quando la vicenda è venuta a galla, BoJo ha adottato una tattica simile a quella utilizzata per il Partygate: chiedere scusa: “Penso sia stato un errore e me ne scuso. Col senno di poi era la cosa sbagliata da fare”. Ovviamente, ai suoi oppositori le scuse non sono bastate.

I colpi più duri assestati alla leadership di Boris Johnson sono state le doppie dimissioni di 2 ministri chiave: il Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak (nella foto alle spalle di BoJo a destra) e il ministro della Salute Sajid Javid (a sinistra). Da lì è partita l’ondata.

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Emblematico della crisi di Johnson il caso di Nadhim Zahawi, promosso da segretario all’istruzione a cancelliere solo martedì sera, in sostituzione di Rishi Sunak, e dimessosi questa mattina. “Primo ministro, tu sai nel tuo cuore qual è la cosa giusta da fare: è andartene ora”.

Notizia di pochi minuti fa: secondo la Bbc e Sky News, Boris Johnson avrebbe infine accettato di dimettersi. Ma a delle condizioni, le sue: restare primo ministro fino all’autunno, mentre i Tories si contenderanno il suo posto, come leader del Partito e come capo del governo.

LA DIRETTA

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