Governo, Conte apre la “pre-crisi”: l’ultimo ricatto sulla scrivania di Draghi

Non è ancora una crisi di governo, perché ufficialmente lo strappo non si è consumato. Ma può essere definita a tutti gli effetti una “pre-crisi” quella aperta oggi dal Movimento 5 Stelle con l’indicazione, da parte di Giuseppe Conte, di non prendere parte al voto sul dl Aiuti in programma per questo pomeriggio alla Camera.

Una mossa politicamente forte, quella dell’avvocato, ma non l’unica di una giornata in cui appare sempre più chiaro – tra i palazzi romani – il desiderio dell’ex premier di dare inizio ad un’escalation nei confronti del suo successore a Palazzo Chigi.

Dalle tempistiche della decisione di disertare il voto, fino alle dichiarazioni degli uomini più vicini a Giuseppe Conte: tutti gli elementi portano a pensare ad un piano ben congegnato da parte dell’avvocato. Non un’improvvisazione, dunque, bensì una tabella di marcia dai ritmi sempre più serrati (e nelle prossime ore vedremo anche perché), il cui esito a questo punto potrebbe anche non dipendere più neanche da Mario Draghi.

Non è infatti sfuggito a questo Blog come l’annuncio della deputata M5s Vittoria Baldino, capogruppo in commissione Affari costituzionali, rispetto alla volontà di restare fuori dall’Aula, sia arrivato mentre il Presidente del Consiglio stava ancora incontrando a Palazzo Chigi il ministro dell’Economia, Daniele Franco. Un incontro richiesto dallo stesso Draghi per studiare a fondo i margini di manovra del bilancio, e comprendere fino a che punto potersi spingere per assecondare le richieste M5s. La sensa…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.