Nancy Pelosi, visita a Taiwan ad un passo: cosa potrebbe fare la Cina e cosa (non) può fare Biden

Visitare Taiwan senza mettere in difficoltà Joe Biden. Non venire meno ai propri intenti senza provocare una crisi internazionale. Evitare di pestare i piedi a Pechino, senza per questo prendere ordini dalla Cina. È questo intricato rebus che Nancy Pelosi, protagonista del viaggio più chiacchierato e rischioso degli ultimi anni, è adesso chiamata a risolvere.

Alla fine, nonostante la manifesta contrarietà della Casa Bianca, i calorosi inviti del (suo) presidente a lasciar perdere, la speaker della Camera dovrebbe recarsi a Taipei. L’escamotage per riuscire a camminare sul filo senza spezzarlo dovrebbe essere uno stratagemma diplomatico. Nel programma ufficiale della visita di Pelosi, infatti, Taiwan non è presente. Lo sono Singapore, Malesia, Corea del Sud e Giappone: quasi a suggerire che sull’isola di Taiwan, dove Pelosi dovrebbe comunque fare scalo, pernottare, incontrare esponenti del governo di Formosa, se non addirittura la presidente Tsai Ing-wen, la speaker si recherà a titolo personale.

Mossa comunque la si guardi rischiosa, al punto che un funzionario americano contattato dalla Cnn ha ammesso l’esistenza di un lavoro h24 da parte del Dipartimento di Difesa, per monitorare eventuali movimenti cinesi nella regione e mettere la speaker al sicuro.

Eccesso di prudenza? Parrebbe di no mettendo insieme i pezzi. Il quotidiano taiwane…

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