Paracadutati, ricorsi e propositi di rivolta: le Parlamentarie di Conte a rischio “patatrac”

Le proposte di autocandidatura per la composizione delle liste di candidati nei collegi plurinominali delle circoscrizioni nazionali e estere, meglio note come Parlamentarie, sono state ufficialmente convocate per il 16 agosto, ma sarà un Ferragosto di fuoco per il Movimento 5 Stelle. E in particolare per Giuseppe Conte.

Basta dare un’occhiata alle chat interne per capire che tira una pessima aria nella dissestata compagine grillina.

Nel mirino è finita in particolare la novità introdotta da Conte, ovvero la scelta di calare dall’alto 18 candidati (12 per la Camera e 6 per il Senato) che verranno inseriti “con criterio di priorità, nelle liste di candidati in uno o più collegi plurinominali“. Traduzione: candidati blindati.

E a poco serve sottolineare che si tratta di numeri marginali (alla Camera i candidati saranno 191 e al Senato 93). Perché il punto che tutti colgono perfettamente è che questi “ottimati” – definizione scelta dall’avvocato Borrè, di cui parleremo tra poco – andranno ad occupare nelle intenzioni di Conte (e nella consapevolezza di tutti) molte delle poche caselle di cui il Movimento potrà beneficiare nel prossimo Parlamento. Se a questo si aggiungono i malumori per i cosiddetti “paracadutati“, ovvero i beneficiari della nuova regola che permette…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.