Liste Pd: Lotti out, chi lo ha difeso in direzione e qual è l’accusa ad Enrico Letta

C’è chi parla di “regolamento di conti“, chi di “vendetta trasversale“, chi di “colpo basso“. Sono definizioni che arrivano da parlamentari dem dietro richiesta di anonimato per descrivere il trattamento riservato da Enrico Letta a Luca Lotti, l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Renzi grande escluso dalle liste Pd per le prossime elezioni Politiche.

Direzione Pd: chi ha parlato in difesa di Lotti. Lo “sgarbo” di Letta

Il segretario dem non mente quando a notte fonda si presenta in direzione e dice di aver terminato l’esercizio della composizione delle liste “con un profondo peso sul cuore per i tanti no che ho dovuto dire: peso politico e umano“. Ma i presenti, evidentemente maliziosi, fanno una precisazione.

Nel comunicare a Luca Lotti la sua esclusione dalle liste, dicono, questo peso si è parecchio alleggerito. Sono infatti in tanti a sospettare che quella di ieri sia stata una scelta figlia non solo di questioni numeriche (col taglio dei parlamentari non si poteva davvero accontentare tutti) ma politica e personale insieme.

Qualcuno chiama in causa i procedimenti ancora aperti (si legga alla voce Open) a carico di Lotti. E non è un caso che il diretto interessato dichiari uffiicialmente finita la stagione del garantismo in casa Pd. Ma altri sottolineano come a pesare nella scelta di Letta sia stato dell’altro. Anzitutto l’identificazione di Lotti come “uomo di Renzi“. Un sospetto che dev’essere venuto a tanti componenti della corrente “Base Riformista“, formata appunto dagli ex renziani che non hanno seguito l’ex premier ai tempi della scissione. Sarà per questo che nel corso della dir…

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