Salvini, cosa c’è (davvero) dietro la proposta di togliere le sanzioni alla Russia

Non è il solito colpo di testa. Non è per intenderci, l’errore dettato dall’istinto, un nuovo Papeete che Matteo Salvini ripropone questa volta in salsa russa. No, dietro la richiesta di eliminare le sanzioni a Mosca e di sostituirle con “uno scudo, un paracadute” (copyright del Capitano), c’è un motivo ben più concreto, una strategia – per una volta – studiata nei minimi dettagli.

La mossa “disperata” di Matteo Salvini

È un fatto che pressoché tutti i partiti complusino in questi giorni sondaggi su sondaggi, ed è vero che cerchino di testare, oltre al gradimento, soprattutto i temi che maggiormente stanno a cuore agli italiani, così da utilizzarli a proprio favore in campagna elettorale. Ecco, si deve partire da questa premessa per risalire ai motivi che spingono Matteo Salvini a chiedere di allentare la morsa sulla Russia di Vladimir Putin.

Perché è vero che anche nel centrodestra sono molti i luogotenenti rimasti spiazzati dalla mossa e dal tempismo del leghista; ed è sempre vero che alcuni di loro si sono domandati se in realtà oltre al rapporto di collaborazione con il partito dello “Zar”, Russia Unita, non vi sia “qualcosa di inconfessabile”, qualcosa di talmente grosso da giustificare parole certamente poco “politically correct”, per un leader occidentale del 2022.

Epperò a fronte delle voci vi sono poi i dati. E da quelli è partito Matteo Salvini per trovare le r…

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