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Iniziata il 23 settembre 2022
Per rassicurare un Paese che condivide quasi 300 km di confine con la Russia e il suo dittatore occorrono importanti qualità di leadership. Kaja Kallas, premier estone, ha dimostrato di disporne in grande quantità. E se ne ha avuta ulteriore prova nel messaggio rivolto ieri alla nazione.
Parlando al “caro popolo dell’Estonia“, Kallas ha tenuto a rassicurare i suoi connazionali sul fatto che, al netto dei proclami di Putin, “attualmente non vi è alcuna minaccia militare diretta per l’Estonia e non dobbiamo scoraggiarci“. Un concetto ribadito con forza: “L’Estonia è e resterà protetta. Tutti noi possiamo svolgere serenamente le nostre attività quotidiane sapendo che l’Estonia è protetta dalle nostre forze di difesa e dagli alleati della NATO e dai partner dell’Unione Europea“.
Dopo una prima parte rassicurante, Kaja Kallas è passata a comunicare il messaggio cardine del suo intervento: la messa in guardia rispetto alle sofferenze che gli estoni potrebbero sperimentare:
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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