Cina, il solo presunto golpe ai danni di Xi Jinping

Il caso-non-caso delle ultime ore è nato da questo video: Jennifer Zeng, attivista del Falun Gong (disciplina spirituale perseguitata dal Partito Comunista Cinese), segnala la presenza di un convoglio militare lungo 80 km diretto verso Pechino.

Di più: cita alcune voci secondo cui Xi Jinping sarebbe stato deposto dagli anziani del Politburo. A ciò si aggiunge quanto dichiarato da un giornalista di nome Zhao Lanjian: dice che il 60% dei voli cinesi è stato cancellato. Golpe in atto?

Anche questo giornalista risulta essere legato al Falun Gong, movimento noto (anche) per diffondere fake news con l’obiettivo (forse) di minare la solidità del regime comunista. Si citano inoltre una serie di appuntamenti ravvicinati disertati da Xi Jinping: la tesi è che sia finito agli arresti domiciliari. Cosa c’è di vero?

Al momento, che l’Occidente sappia, niente. Niente di vero. La Cina vive un periodo delicato: Xi va a caccia del suo terzo mandato quinquennale, ma mai come oggi il “nuovo Mao” ha dovuto fronteggiare un’opposizione interna così forte. Questo per dire cosa? Che alla corte dell’«imperatore» gli intrighi sono la routine. E sono in tanti a tramare contro Xi Jinping. Da quel che risulta il leader cinese avrebbe operato delle modifiche al suo apparato di sicurezza personale. Ossessionato dalla prospettiva di essere assassinato, avrebbe preso l’abitudine di dormire ogni notte in un letto diverso, così come faceva Yasser Arafat per sfuggire ai servizi segreti dello Shin bet e all’esercito israeliano.

Eppure non bisogna confondere la possibilità di un golpe con la realtà: la stessa che ad oggi dice che la presa di Xi Jinping è salda sul Partito e dunque sulla Cina. Mancano peraltro, almeno per il momento, gli indicatori che dovrebbero portarci a drizzare le antenne. Drew …

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