8 Ottobre 2022

Iran, arrestato e poi rilasciato l’autore dell’inno delle proteste – VIDEO

Hanno preso la scena cult del film “Le ali della libertà” con Morgan Freeman, l’hanno mescolata con “Baraye” del cantante iraniano Shervin Hajipour, “inno” delle proteste contro il regime. Hanno realizzato un capolavoro.

Nella pellicola originale il protagonista della scena spiega: “Era come se un uccello meraviglioso fosse volato via dalla grande gabbia in cui eravamo, facendola dissolvere nell’aria. E per un brevissimo istante tutti gli uomini di quella prigione si sentirono liberi“.

Allo stesso modo la canzone “Baraye”, traducibile in italiano con “Per”, sta ispirando milioni di persone dentro e fuori l’Iran. Troppo, evidentemente. Prova ne sia l’arrestato dell’interprete da parte del regime, pochi giorni fa. Il 25enne è stato poi rilasciato dietro il pagamento di una cauzione.

Tornato in libertà, in un post su Instagram, Hajipour ha ringraziato i suoi sostenitori ed espresso il suo amore per l’Iran, giurando di non andarsene. Non è passata tuttavia inosservata la riga in cui denunciava l’uso politico improprio della sua canzone al di fuori del Paese. Sono in tanti a credere che il regime gli abbia imposto di prendere le distanze dalle proteste. Le parole della sua canzone sono già abbastanza chiare:

“Per poter ballare per strada.

Per il timore nell’attimo di un bacio.

Per mia sorella, per tua sorella, per le nostre sorelle.

Per cambiare i cervelli marci.

Per la vergogna dell’incapacità di mantenersi, per essere senza soldi.

Per il desiderio di una vita normale.

Per il ragazzo che si tuffa nel cassonetto e per i suoi sogni.

Per questa economia organizzata

Per quest’aria inquinata

Per la via Valiasr e i suoi alberi stanchi e morenti

Per Piruz e la sua possibile estinzione

Per il massacro dei cani innocenti

Per queste lacrime senza fine

Per il sogno di un momento che non si ripeterà mai più

Per i volti sorridenti

Per gli studenti, per il futuro

Per questo paradiso che vi viene imposto

Per l’élite intellettuale imprigionata

Per i bambini afghani discriminati

Per ognuno di tutti questi “per”

Per tutti questi vuoti canti di propaganda

Per le case in macerie, che crollano come un castello di carte

Per la sensazione di pace

Per il sole dopo lunghe notti

Per tutte le pillole per i nervi e l’insonnia

Per gli uomini, la patria e la prosperità

Per le ragazze che vorrebbero essere ragazzi

Per le donne, la vita, la libertà

Per la libertà

Per la libertà

Per la libertà”.

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