Retroscena Copasir: la vittoria di Guerini, il no a Borghi, il nome di Conte. E sulla Vigilanza Rai…

Fino a mezzogiorno, fonti accreditate esprimevano “forti dubbi” sulla possibilità che il Copasir si riunisse per eleggere (finalmente) i nuovi vertici. Ma un po’ come accade quasi sempre per le trattative politiche, quando l’accordo rotola a valle tutte le pedine vanno a dama nel giro di pochi minuti.

Confermata alle 14:00“, recitano all’unisono le chat Whatsapp in relazione alla convocazione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Si va di fretta, non sia mai che qualcuno metta in discussione un’intesa tanto faticosamente costruita.

Retroscena: i due nomi di Conte (prima di cedere su Guerini). La partita (persa) di Borghi. E quei voti a Rosato…

Pochi dubbi sul fatto che Lorenzo Guerini fosse il candidato naturale per il ruolo di presidente del Copasir: già nella scorsa legislatura, prima di lasciare l’incarico per diventare ministro della Difesa, l’esponente del Partito Democratico aveva infatti rappresentato la figura apicale di Palazzo San Macuto. Eppure fino a qualche settimana fa sarebbero stati in pochi a scommettere sul fatto che un accordo Pd-M5s potesse tenere sul nome di Guerini. Chi scrive prova un certo imbarazzo nel darne notizia, dopotutto si parla pur sempre dell’Italia, il Paese del vostro cronista, ma ambienti dem (e non solo) garantiscono che nei primi approcci con Giuseppe Conte l’avvocato avesse posto una sorta di veto su Guerini giudicandolo “troppo atlantista“. Quasi che non stessimo parlando dell’organismo parlamentare di controllo sui Servizi segreti italiani, ma cinesi, russi o scelga il lettore di quale altro Paese.

L’ex premier, però,…

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