Come finirà in Iran?

Il giorno prima di essere giustiziato, Majid Reza Rahnavard ha potuto incontrare la propria madre. Un gesto di clemenza da parte del regime? L’opposto.

Stando ai dettagli emersi nelle ultime ore, sembra infatti che né il giovane manifestante né sua madre siano stati informati dell’imminente esecuzione. Nessuno gli aveva detto che quello sarebbe stato il loro ultimo incontro. L’esercizio del Male ha bisogno di una certa professionalità.

Il regime con questa mossa tiene in scacco migliaia di famiglie iraniane, quelle dei giovani reclusi nelle prigioni di Stato. Confinate in un clima di terrore perpetuo, invitate a tenere una “buona” condotta per evitare di incorrere nelle ire di chi può disporre della vita e della morte dei propri affetti, sono portate a mettere da parte le proteste. Per amore.

Ora la domanda che il mondo si pone è la seguente: il desiderio di libertà sarà più forte della paura? Report riservati hanno già terrorizzato il regime nelle scorse settimane: i giovani che prendevano parte alle proteste si dicevano infatti disposti a morire pur di portare alla caduta della Rep…

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