Tetto al prezzo del gas: Meloni esulta. Ma è l’ultima grande vittoria di Draghi: il retroscena

Dimostrando una certa propensione per gli annunci sensazionalistici, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato poco fa l’accordo sul tetto al prezzo del gas parlando della “vittoria dei cittadini italiani ed europei che chiedono sicurezza energetica“. Di più, “la vittoria dell’Italia che ha creduto e lavorato per raggiungere questo accordo“. Avrebbe potuto essere ben più sintetico, più preciso, comunicando che l’ultimo Consiglio Affari Energia cui ha preso parte ha di fatto ratificato l’ultima vittoria politica di Mario Draghi.

Bisogna avere la memoria corta, e in questo Paese capita, per aver dimenticato che l’accordo celebrato oggi è figlio del braccio di ferro più violento condotto dall’ex premier in seno alle istituzioni europee. Breve promemoria. È l’ultimo Consiglio Europeo da presidente del Consiglio di Mario Draghi, nelle intenzioni si pensa ad un clima da ultimo giorno di scuola. Il presidente Charles Michel ha persino fatto preparare un video di commiato nei suoi confronti, un inedito che solo il prestigio dell’italiano più apprezzato al mondo è in grado di motivare. Ma il premier ha ancora una missione da compiere e chiarisce ai presenti che non si alzerà dal tavolo fino a quando non avrà ottenuto ciò che vuole.

Nel mirino di Mario Draghi finisce Olaf Scholz. Il cancelliere tedesco è l’obiettivo dell’ex presidente del Consiglio, che scandisce: “Quando qualcuno di potente” dice no al tetto al prezzo del gas “i prezzi salgono“, eppure nemmeno questo è “sufficiente” ad ottenere una risposta adeguata alla crisi che il Vecchio Continente si trova a fronteggiare. Draghi sale ancora di tono. Accusa i colleghi di aver “finanziato la guerra di Putin” con la loro inazione, poi prefigura il cigno nero.

Lo fa con un sarcasmo che chiarisce tutto il suo nervosismo: i consumi di elettricità, dice, “caleranno, non c’è dubbio, caleranno“. Poi aggiunge: lo faranno a mano a mano che “andremo ulteriormente in recessione. Lo vedrete“. L’uditorio è scosso dalla veemenza dell’intervento di Draghi: Super Mario dispone di un’autorevolezza che prescinde dalla scadenza ravvicinata del suo mandato. Sembra quasi di avvertire il gelo che cala nel Palazzo Europa, quando il premier gioca il carico: “Non posso accettare queste conclusioni“.

La mossa si rivela vincente, l’accordo arriva.

Il tetto al prezzo del gas è dunque figlio di quella drammatica riunione. A riprova di ciò, le parole che Draghi pronuncia in conferenza stampa:

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