L’ultima legge di Putin tradisce la paura del Cremlino: i disordini interni “chiave” del conflitto

Passata pressoché inosservata in Occidente, la legge firmata ieri da Vladimir Putin tradisce una delle maggiori preoccupazioni dell’inquilino del Cremlino. Il presidente russo ha infatti disposto che la profanazione pubblica del Nastro di San Giorgio, simbolo patriottico composto da tre strisce nere e due arancioni, sarà a partire da ora perseguibile penalmente. Qualsiasi privato cittadino intento a “dissacrare” il nastro di San Giorgio potrà essere punito con 3 anni di reclusione e una multa fino a 3 milioni di rubli. Non solo: firmando un supplemento al codice penale russo, Putin ha stabilito che i russi giudicati colpevoli di “assistenza ad attività sovversive” o “addestramento allo scopo di svolgere attività di sabotaggio”, saranno punibili con l’ergastolo.

La stretta imposta da Putin è da interpretare con la volontà del Cremlino di restringere ulteriormente il residuo spazio di manovra oggi a disposizione dei dissidenti. Mosca lancia un messaggio chiar…

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