Corea del Nord, il misterioso licenziamento del numero 2 di Kim

Non poche inquietudini ha destato nelle ultime ore il licenziamento in Corea del Nord di Pak Jong Chon, secondo soltanto a Kim Jong-un al vertice militare del Paese. Nessuna motivazione ufficiale ha giustificato la rimozione di Pak dal doppio incarico di vicepresidente della Commissione militare centrale del Partito dei lavoratori e segretario generale del comitato centrale del Partito, ma diversi indizi suggeriscono che non si sia trattato di un semplice “rimpasto”, uno dei tanti cui Kim ci ha abituati.

Protagonista fino ad oggi di una vertiginosa ascesa, riconosciuto come artefice (dopo Kim, sia chiaro) del progresso della tecnologia missilistica nordcoreana a corto raggio, è stato infine oggetto di una pesante umiliazione pubblica.

La televisione di stato lo ha infatti mostrato seduto sì in prima fila, ma col capo chino, mentre gli altri membri del Partito alzavano la mano per votare su questioni relative al personale. Le immagini hanno poi indugiato sulla sua poltrona, lasciata improvvisamente sguarnita, a simboleggiare una cacciata in piena regola.

Un trattamento simile, nella grammatica dittatoriale di Pyongyang, può essere giustificato in presenza di due sole casistiche: una condotta sgradita al Leader Supremo o un grave fallimento. Le analisi più in voga nelle ultime ore sembrano propendere per la seconda ipotesi. La chiave del licenziamento di Pak sarebbe da ritrovare in particolare nelle crescenti tensioni con Seul. Di questo è convinto ad esempio Oh Gyeong-sup, del Korea Institute for …

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