Israele, il ministro Ben Gvir visita il Monte del Tempio: rischio escalation con i palestinesi

Il primo evento geopolitico di rilievo del 2023 potrebbe essere un riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente, più precisamente fra Israele e palestinesi. A scatenarle la visita del neo ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, presso il Monte del Tempio nella Città Vecchia di Gerusalemme. Il luogo in questione viene considerato sacro dalle tre grandi religioni. Gli ebrei lo venerano in quanto sede del Tempio di HaShem; i musulmani ritenendo che il profeta Maometto sia assunto in cielo dalla roccia situata in cima al monte; i cristiani ricordando le numerose visite di Gesù.

La previsione è che la visita di Ben Gvir, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, possa portare nel giro di poche ore a nuovi lanci di razzi dalla striscia di Gaza.

A questo scenario, non a caso, si sta preparando in questi minuti l’esercito israeliano. Ben Gvir, il cui partito chiede l’annessione della Cisgiordania e rifiuta l’idea di uno Stato Palestinese, a commento della sua visita ha dichiarato che il Monte del Tempio “è il posto più importante per il popolo di Israele. Manterremo la libertà di movimento per musulmani e cristiani, ma vi saliranno anche gli ebrei e alle minacce risponderemo con il pugno di ferro“. Gvir ha assicurato che il governo israeliano “non cederà alle minacce di Hamas“, ma è la stessa Autorità nazionale palestinese a ribadire l’opposizione dei palestinesi a consentire agli ebrei di pregare nel sito e a condannare “fermamente l’assalto alla moschea di Al-Aqsa da parte del ministro estremista Ben-Gvir“, giudicandola “una provocazione senza precedenti e una pericolosa escalation del conflitto“.

Quanto al neo-premi…

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