Matteo Richetti, il malore e la grande paura in Parlamento. Poi l’ondata d’affetto di amici e avversari

Il pomeriggio sta scorrendo senza particolari sussulti in Parlamento, quando una nota dell’ufficio stampa di Azione turba la serena navigazione del Transatlantico. Recita quanto segue: “Matteo Richetti, capogruppo di Azione-Italia Viva alla Camera, oggi pomeriggio è stato colto da un malore in Aula. Immediatamente soccorso dal personale sanitario della Camera, è stato trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli, dove si trova ricoverato per accertamenti“. In un attimo la preoccupazione contagia esponenti di tutti i partiti, perché questi inguaribili appassionati di politica, questi parlamentari che se ne dicono di ogni, ma di ogni davvero, in fondo – molto in fondo – si vogliono bene.

Il malore in Aula: “Ora sta meglio”

Il malore avviene in Aula, questione di pochi attimi. Richetti, 48 anni, ha un mancamento. Il volto diventa d’improvviso pallido, e i colleghi si spaventano non poco.

Intervengono i commessi, il personale sanitario di Montecitorio si attiva. Il capogruppo di Azione-Italia Viva viene trasferito con l’aiuto di due parlamentari nell’ambulatorio della Camera, ma la rilevazione del polso suggerisce un ritmo cardiaco più lento di quel che dovrebbe. Non dura molto, Richetti sembra già stare meglio quando viene trasportato in ambulanza al Gemelli, dove sta svolgendo gli accertamenti del caso e dove trascorrerà la notte, tenuto sotto osservazione. Informazioni di prima mano si spingono a dire che “Matteo è fuori pericolo“. Chi gli è accanto in questi istanti assicura che “Matteo sta bene, ma è molto stanco e ancora non riesce più di tanto a rispondere a chiamate e messaggi“. Non c’è fretta, avrà tempo. Meglio: dovrà prendersene per forza parecchio, perché l’ondata di affetto e auguri di pronta guarigione è stata trasversale. Per un giorno, hanno fatto pace persino i terzopolisti e i Cinque Stelle. Non vedono l’o…

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